Quante mani ha una mamma?

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Quante braccia dovrebbe avere secondo voi una mamma? Sono l’unica ad aver sperato di potermi trasformare nella Dea Kali (avete presente la Dea indiana con molte braccia)!?
Specialmente ora che di bambini ne ho tre, almeno un paio di braccia in più, in alcune situazioni, mi farebbero davvero comodo (oltre ad avere a disposizione giornate da almeno trenta ore)!

Solitamente una donna, già con l’arrivo del primo figlio, si ingenia per cercare di fare più cose possibili con una mano sola. Appena nati, i bambini hanno bisogno del contatto con la mamma, peccato però che lei debba fare almeno le cose indispensabili, tipo andare in bagno e mangiare e se si è in casa da sole la cosa può diventare difficile (ma non impossibile!) da gestire.
Quindi ogni neo mamma inizia a cucinare e mangiare con una sola mano, ad andare in bagno tenendo il bimbo sulle gambe (un po’ più difficile a livello gestionale diventa fare la doccia, quindi in questo caso usa il suo poter della super velocità, cercando di far piangere il meno possibile il bambino, o cercando di fare tutto prima che si svegli), fare le pulizie, sempre con una sola mano. Praticamente dopo qualche mese si ritrova i muscoli delle braccia più grossi di quelli di Yuri Chechi!

La cosa si complica nel momento in cui i bambini diventano due (specialmente se con età ravvicinata).

Noi ci siamo decisamente impegnati nel battere ogni record: Luca ed Elena hanno solo 11 mesi di differenza, quindi praticamente quando è nata Elena, Luca non aveva nemmeno compiuto un anno!

Già gli ultimi mesi della gravidanza non sono stati propriamente una passeggiata: avevo la mobilità di una balena spiaggiata e giravo per il centro del mio paese con Luca nella fascia (aveva già imparato a camminare, ma si stancava facilemente e non sempre voleva stare nel passeggino). Al pomeriggio faceva ancora il pisolino e a volte voleva che lo cullassi un po’ in braccio. Quando giocava sul tappeto mi ritrovavo a gattonare con lui (con la leggiadria di un elefante!).
Poi finalmente è nata Elena (con 10 giorni di anticipo, yeeeeh!), quindi la mia mobilità in parte è migliorata. Solo che lei spesso e volentieri era attaccata alla mia tetta, proprio nel momento in cui dovevo preparare e far mangiare la pappa a Luca: quindi vai di fascia in entrambi i momenti, in modo da sfamare i due lupetti contemporaneamente. Stessa cosa quando dovevo uscire per fare una passeggiata, perché all’inizio non avevamo acquistato il passeggino gemellare: così uno dei due pupi finiva in fascia e l’altro nel passeggino/carrozzina.
Quando Elena ha imparato a gattonare, nel momento in cui mi spostavo da una stanza all’altra avevo dietro di me una processione.

Vogliamo parlare della mia situazione attuale con tre bambini?

Beh, quando devo andare in bagno praticamente posso tenere una conferenza dato il numero di persone presenti nella stanza e soprattutto vista la quantità di domande che mi fanno in quel momento!
Alessandro è sempre stato ed è tutt’ora il più mammone dei miei tre figli: fino a quando non ha imparato a muoversi per casa da solo, voleva stare sempre e solo in braccio a me. Nel momento in cui ha imparato a gattonare ho perso dieci chili: non perché sono dimagrita, ma perché ormai era lui era diventato una parte di me in tutti i sensi!
L’anno in cui è nato Alessandro, Luca ed Elena hanno iniziato il loro primo anno di asilo: passeggino gemellare sia per portarli sia per andarli a prendere, ed Alessandro in fascia. Non vi dico la comodità nei giorni di pioggia, in cui dovevo mettere a Luca ed Elena la mantellina della pioggia, le galosce e il loro ombrellino (in questi casi mi rifiutavo di portare il passeggino doppio, perché mi sarebbero servite davvero quattro braccia altrimenti!).
Il secondo anno di asilo abbiamo abolito il passeggino gemellare e siamo passati al singolo solo per Alessandro.
Ora che siamo al terzo anno di asilo, anche Alessandro vuole camminare, ed il passeggino lo porto solo nel caso in cui devo andare a fare qualche commissione, in modo da non doverli rincorrere tutti e tre per strada.

Dai, direi che fino ad ora me la sono cavata abbastanza egregiamente (anche se qualche volta tra uno sclero e l’altro!), quindi forse sono sufficienti anche solo due braccia…basta solo un po’ di fantasia, di spirito di adattamento e tanta buona volontà!

 

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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