Le nostre vacanze estive 2018 nelle Marche

By

Da otto anni a questa parte trascorriamo le nostre vacanze estive nelle Marche: i primi anni con gli amici, poi solo noi come famiglia dopo l’arrivo del nostro primo figlio Luca.
La zona in cui prendiamo in affitto la casa è quasi sempre la stessa, ovvero vicino a San Benedetto del Tronto, ma poi quando siamo li cerchiamo di visitare i paesi vicini per scoprirli mano a mano un po’ tutti, sfruttando sia le sagre di paese, sia le gite giornaliere per i paesi un po’ più lontani.

Quest’anno, visto che con noi sono venuti i nostri cognati con i loro due figli grandi, prima di partire ci siamo trovati a casa nostra per studiare una sorta di programma e decidere insieme a quali sagre partecipare e quali posti andare a visitare, calcolando bene distanza, tempo e fattibilità con i bambini.

Ecco un elenco, suddiviso in dieci punti, di tutto quello che abbiamo fatto quest’estate (a parte le classiche giornate in spiaggia, ovviamente!), da cui potete prendere spunto se decidete di visitare le Marche durante le vacanze estive del prossimo anno.

1. Sagra del Cinghiale a Cossignano

Cossignano, definito l’ombelico del Piceno, è un paese che occupa l’area collinare della dorsale fra le sorgenti del torrente Menocchia e del fiume Tesino. Il centro storico potrebbe essere contenuto in un campo di calcio: misura 180 metri per 90 metri, è di forma ovoidale, ed è nettamente delimitato dalla cinta muraria che sorge alla quota di 400 metri sopra il livello del mare.
Cossignano è costituito da colline più o meno dolci e alcuni calanchi (profondi solchi nel terreno lungo i fianchi delle colline).

Da vedere in questo paese:

la chiesa dell’Annunziata, la chiesa di Santa Maria Assunta (dove è presente una teca in cui è conservato un prezioso reliquario contenente resti di moltissimi santi, un pezzo di croce molto antica, probabilmente medievale, ma che si dice provenire proprio dalla croce di Cristo), la piazza Umberto I (centro dell’abitato, è un classico esempio del sistema detto “a piazza unica”), il palazzo comunale (che contiene, tra l’altro, una preziosa camicia rossa appartenente a uno dei mille), il Monumento ai Caduti nella Grande Guerra (consiste in un bassorilievo bronzeo che raffigura un legionario romano che brandisce con la destra la spada e sostiene con la sinistra una Vittoria alata) e il torrione.
L’abitato, che presenta la consueta architettura in laterizio degli incasati marchigiani, si caratterizza per la piazza in posizione centrale, che ne divide la pianta in due metà specularmente uguali.
Al di là delle bellezze artistiche, una delle attività più piacevoli da svolgere a Cossignano consiste forse nell’intrufolarsi nelle vicoli che si inseriscono tra le mura medievali in pietra e scoprire le cosiddette “porte del morto”, delle finte porte, ex varchi che venivano aperti (e dopo murati di nuovo) solo per far passare la bara del defunto. Il 15 Agosto, in onore di Santa Maria Assunta, patrona della parrocchia, viene organizzata la sagra del cinghiale.

2. Festa delle Streghe e dei Folletti a Montalto Marche

C’era una volta un Paese Incantato…
Inizia così la storia di questo evento dedicato all’infanzia e il fascino della Fiaba, da sempre metafora della vita, fa tutto il resto!
Le fiabe sono venticinque allestite tra le vie più caratteristiche del centro storico; i figuranti sono ragazzi e ragazze del territorio che per una notte si trasformano in Biancaneve, Cenerentola Peter Pan, la Bella Addormentata, Mary Poppins, Elsa, Fate, Streghe, Folletti e tanti altri. Giocano con i piccoli ospiti dal pomeriggio fino a notte inoltrata, cercando di creare un clima magico assecondando ogni piccolo desiderio e regalando premi.
Inoltre, da sette anni, un gruppo di ragazzi di Montalto dà vita a musical fiabeschi inediti, divertendosi e facendo sognare grandi e piccoli: la COMPAGNIA DEI FOLLI FOLLETTI.
Il Paese si trasforma in un turbinio di suoni, personaggi, colori, luci e i bambini si tuffano nelle fiabe diventate realtà giocando con i personaggi e sognando ad occhi aperti per alcune ore.
Animazione in piazza con laboratori didattici e stand gastronomici per mangiare in attesa del Sabba realizzato dal corpo di ballo Montaltese che, con musiche e ritmi sfrenati, introdurrà la grande Strega, la stessa che, a mezzanotte del 14, sarà condotta in corteo al rogo!

Il Comune di Montalto delle Marche è sito nella fascia collinare che va dalla costa Adriatica alla Catena dei Sibillini, ad una distanza percorribile in venti minuti, sia dal mare che dalla montagna. Nel Capoluogo, Montalto delle Marche, sono ben conservate n. 2 porte di ingresso al paese.

Da vedere nel paese:

la Concattedrale di Santa Maria Assunta, la Chiesa di Sant’Agostino, il Palazzo Sacconi, il Palazzo Paradisi e Chiesa San Pietro, il Palazzo Pasqualini, il Palazzo del Governatore dello Stato di Montalto (ora Municipio), la Chiesa di Santa Maria in Viminatu, la Chiesa di Santa Lucia, la Chiesa della Madonna Tonna, la Chiesa dell’Annunziata.

3. Puzzle Gastronomico a Ripatransone

Ben 22 stands gastronomici, posizionati lungo le vie del centro storico, con tantissime specialità culinarie, il tutto accompagnato dai vini delle cantine di Ripatransone, che gratificano ed esaltano le antiche ricette ed i pregiati sapori della cucina locale.

Ripatransone è un comune italiano della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche; capoluogo situato su un alto colle (494 metri sul livello del mare) a breve distanza dal mare Adriatico (poco più di dieci chilometri), è fra i centri più antichi della provincia, nella quale possiede anche uno dei territori comunali più estesi.
Città d’arte con numerose strutture museali, vive di turismo, di mobilifici e d’agricoltura, emergendo nella produzione dell’olio e del vino. È detta Belvedere del Piceno per l’ampia visione panoramica che offre.

Nei quartieri più popolari si trovano numerose viuzze e vicoli, tra i quali quello che vanta il guinness del più stretto d’Italia: solo 43 cm.

Nel 2002 è stato conferito al Comune di Ripatransone la Bandiera Arancione, il prestigioso riconoscimento Touring che certifica la qualità turistico-ambientale dell’entroterra.

4. Offida

Offida è un comune italiano della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche, che nel 2008 è entrata nel club dei Borghi più belli d’Italia.

Cosa vedere nel paese:

resti di mura medievali con torri, un tratto di muraglia, due torrioni cilindrici, il Santuario di Sant’Agostino, la Chiesa di Santa Maria della Rocca, il museo delle Tradizioni Popolari, il Museo Archeologico, piazza del Popolo (che si distingue per la sua forma triangolare, dove si effettua anche il mercato settimanale e la si attraversa per raggiungere le principali attrazioni del centro storico), il palazzo comunale, il Teatro Serpente Aureo (dalla pianta tipica dei teatri settecenteschi italiani, con tre ordini di 17 palchetti e un loggione diviso in 15 parti), la chiesa della Collegiata e la chiesa dell’Addolorata.

Un piccolo approfondimento:

la Chiesa di Santa Maria della Rocca è uno dei maggiori monumenti dell’intera regione Marche; si trova all’estremo occidentale dell’abitato; risulta circondata su tre lati da altrettanti dirupi che la ritagliano esaltandone l’imponenza e aprendola allo sguardo di due vallate; arroccata sopra uno sperone roccioso. All’ingresso della cripta si trovano degli scalini: su uno di questi è scolpito un agnellino che toccandolo, secondo la leggenda non confermata da alcuna fonte ufficiale, si dice che sia benaugurante per un sicuro ritorno ad Offida.
Nella cripta è conservata una parte di affreschi; la chiesa superiore, ad una sola navata, presenta tracce di affreschi che un tempo rivestivano completamente le pareti.

L’arte del merletto a tombolo è una tradizione che si tramanda da almeno cinque secoli da madre in figlia.
Dal 1998 vi è un Museo del merletto a tombolo, stabilmente ospitato a Palazzo de Castellotti. La riscoperta anche a fini turistici ha rinverdito, negli ultimi anni, una tradizione secolare tanto che oggi, specie nei mesi estivi, girando per le strade di Offida, si possono vedere merlettaie che lavorano al tombolo di fronte all’ingresso della propria casa, proprio come è accaduto per secoli. Lungo le vie del centro si trovano botteghe che vendono i pregiati lavori assistendo, spesso, anche alla loro realizzazione, con un sorprendente movimento incessante dei fuselli, con un intreccio di fili fissati da spilli.

La tipicità di questo borgo passa anche attraverso le specialità enogastronomiche: il chichì ripieno (una focaccia gustosa e saporita farcita con tonno, alici, carciofini e peperoni) e i funghetti dolci di Offida (un dolce tipico della tradizione marchigiana).
I vini di Offida: Rosso, Pecorino e Passerina, tutti compresi nella denominazione di origine controllata e garantita.

5. Fermo

Fermo è un comune italiano, capoluogo della provincia omonima nelle Marche, sede arcivescovile, dista circa 6 km dal mare Adriatico.
Il cuore della città è la rinascimentale Piazza del Popolo, già Piazza Grande, dove si trova il cinquecentesco Palazzo dei Priori, che ospita la Pinacoteca Civica e la Sala del Mappamondo; altri edifici sono il Palazzo degli Studi, che ospita la biblioteca comunale, il Palazzo Apostolico, il Teatro dell’Aquila.
Altre cose che si possono vedere nel paese sono: le cisterne romane, la Cattedrale, la Chiesa di San Francesco, la Chiesa di San Domenico, la Chiesa di Sant’Agostino.

I più noti prodotti tipici del fermano sono la caciotta del fermano, il ciauscolo, il vino cotto, il frustingo (dolce natalizio a base di fichi secchi, uva passa, mandorle, noci, vino cotto, aromatizzato con l’aggiunta di cacao, caffè, rhum, buccia grattugiata di arancio e limone, canditi e spezie come la cannella e la noce moscata).

L’evento di maggior rilievo di Fermo è la Festività di Maria Assunta, celebrata il 15 agosto, periodo in cui si svolge il Palio (dal 1982 si corre, ogni 15 agosto, la Cavalcata dell’Assunta).

La Cavalcata dell’Assunta di Fermo è la rievocazione storica più antica d’Italia: riproduce corteo, celebrazioni religiose e tornei legati, fin dal 1182, alle festività patronali della Madonna Assunta. In tardo Medioevo rappresentarono un mezzo per ribadire la supremazia della città sul territorio. Lo testimonia una pagina miniata del Messale De Firmonibus (1436) a cui la rievocazione si ispira e che è riprodotta nel gonfalone della Cavalcata. Ieri come oggi, la vittoria nella corsa dei cavalli assegna il Palio dell’Assunta. Nei giorni precedenti, la rivalità tra le 10 contrade di Fermo si esprime sia a tavola nelle Hostarie che nelle sfide dei giochi storici. Precede il Palio del 15 agosto, la Tratta dei Bàrberi, il sorteggio con cui i cavalli sono abbinati alle contrade.

6. Moresco

Moresco è un comune italiano di soli 573 abitanti della provincia di Fermo nelle Marche.
Il Castello di Moresco rientra nell’associazione I Borghi più belli d’Italia: sorge sulla sommità di un colle a controllo della sottostante valle dell’Aso e nel Medioevo fu roccaforte del Comune di Fermo nella guerra contro Ascoli. La sua posizione strategica è ancora evidente: dal borgo infatti si gode una spettacolare vista che spazia dal Monte Conero al Gran Sasso. Costruita originariamente come torre di avvistamento e di difesa, ha subito nel corso dei secoli numerose e profonde modifiche strutturali. Al suo interno è stata costruita una moderna scala per salire sulla sua sommità dalla quale godere una stupenda veduta dell’intero paesaggio delle colline, delle valli e dei paesi picentini.
La Torre dell’orologio (XIV secolo) sovrasta la porta d’accesso al paese.

Da visitare nel paese:

la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, la chiesa della Madonna dell’Olmo, la ex chiesetta di Santa Sofia, la chiesa della Madonna della Salute, il centro storico (a struttura ellissoidale, con le sue strette vie, la piazza triangolare con il portico), il Palazzo comunale (che funge anche da piccola pinacoteca, nella quale sono conservate varie opere provenienti da chiese e collezioni private, prima tra tutte una grande pala d’altare di Pagani, conservata nella sala consiliare).

Gli eventi più significativi che hanno luogo a Moresco nel corso dell’anno: la Festa del patrono San Lorenzo Martire ( agosto) e la Festa del Braciere (ottobre).

7. Lago di Fiastra

Il lago di Fiastra è un lago artificiale i cui lavori sono iniziati nel 1955 allo scopo di fornire energia elettrica nella Vallata del Fiastrone ed è situato a Fiastra nella provincia di Macerata nelle Marche. Il lago è situato all’interno del parco nazionale dei Monti Sibillini ed è alimentato dalle acque del fiume Fiastrone e piccoli affluenti minori che creano angoli suggestivi. Le sue acque sono particolarmente limpide e non inquinate. Le rive sul lato sinistro della diga sono molto ripide, mentre il lato destro è costeggiato da una pista ciclabile da cui si può facilmente accedere al lago. Vicino al lago proseguendo una stradina sterrata che inizia dalla diga del lago si può procedere alle Lame Rosse.
Il lago di Fiastra è un’ottima alternativa per una gita fuori porta in ogni periodo dell’anno. Il lago è ben organizzato dal punto di vista turistico per la presenza di apposite aree di sosta, parcheggi tutt’intorno alle zone balneabili, una spiaggia attrezzata, punti di ristoro e un sentiero che è anche pista ciclabile.

8. Sagra delle Pappardelle di farro al ragù presso il Trivio di Ripatransone

Trivio fa parte del comune di Ripatransone (a poco meno di 4 Km), in provincia di Ascoli Piceno e si trova a 309 metri sul livello del mare.

Ogni anno, nei primi giorni del mese di agosto, viene organizzata la sagra delle tradizionali pappardelle di farro al ragù e stinco di maiale arrosto, oltre ovviamente ad altre specialità gastronomiche. Tutte le serate sono allietate da musica e ballo in piazza.

9. Sagra delle lumache ad Acquaviva Picena

Acquaviva Picena sorge su una collina che domina il paesaggio della valle del Tronto, a pochi chilometri di distanza dal Mar Adriatico e da San Benedetto del Tronto.
Dall’elevazione medio-collinare della cittadina (359 m s.l.m.) è possibile scorgere, nei giorni di bel tempo, oltre alla più alta cima dei Sibillini (Monte Vettore), anche le più lontane montagne abruzzesi (Gran Sasso, Majella).

Le cose principali da visitare nel paese sono:

la fortezza, la Chiesa di San Rocco, la Chiesa di San Nicolò, la Chiesa di San Lorenzo, la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa Madonna della Pietà, la Chiesa di San Francesco, la Chiesa di Santa Maria delle Palme, la Chiesa di Santa Maria in Accubitu.

Cibi semplici e genuini come prosciutto nostrano, lonza, salami, fegatini con le uova, formaggio pecorino, stracciatelle, pappardelle alla papera muta, coniglio ‘ncip-‘nciap, olive ripiene, spiedini di castrato; dolci tipici come gli spumini, i crostini alle mandorle e le famose pesche (paste frolle con ripieno di cioccolata e bagnate di alchermes). Il tutto bagnato dai magnifici vini Doc quali il Rosso Piceno Superiore ed il bianco Falerio dei Colli Ascolani.

I primi giorni di Agosto avviene la rievocazione storica Sponsalia che riporta Acquaviva Picena indietro nel tempo in pieno medioevo, con la rievocazione storica del matrimonio tra Rainaldo dei Brunforte e Foresteria.

Nei giorni che precedono ferragosto la consueta sagra delle lumache e degli arrosticini, immancabile appuntamento culinario per riscoprire genuinità e sapori antichi di un tempo.

10. Grottammare, paese vecchio

Il Vecchio Incasato di Grottammare è valso al comune il titolo di uno dei Borghi più belli d’Italia. L’antico nucleo era collocato sul colle per fungere da elemento difensivo e l’imponente mole del Castello, ancor oggi visibile, dominava dall’alto questo piccolo gruppo di case addossate alla collina e a picco sul mare, che fino alla metà del 1600 giungeva all’attuale Statale Adriatica.

Da vedere nel borgo:

Palazzetto Ottavini, la Chiesa di Sant’Agostino, il vecchio Ospedale (che conserva ancora, sopra il portale dell’antica farmacia, il caduceo, simbolo del Dio greco della medicina), la Piazza Peretti (prende nome da Felice Peretti, Papa Sisto V, nato a Grottammare, e costituisce il cuore dell’antico borgo), l’antico municipio, il teatro, la Chiesa di San Giovanni, il Museo Comunale Pericle Fazzini, la Chiesa di Santa Lucia, Porta Castello (uno dei tre ingressi del paese, al cui esterno si ha una visione complessiva della fortificazione).

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

Potrebbero interessarti?

Novità