Cosa fare se un bambino ha battuto la testa?

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Mancavano pochissimi giorni al Battesimo di Elena, ed eravamo quindi nel pieno dei preparativi del rinfresco: piatti, bicchieri, tovaglioli, forchette, palloncini, confetti, bomboniere li avevamo già presi, ora dovevamo prenotare tutta la parte salata e dolce.
Come sempre, abbiamo con noi Luca ed Elena, usciamo soddisfatti dalla pasticceria e ci incamminiamo verso la macchina. Ma in un nano secondo succede il fattaccio: Luca, forse inciampa o forse semplicemente ha un attimo di instabilità (ha solo un anno e mezzo, quindi tutto è possibile!) e cade sull’asfalto della strada picchiando fortissimo la fronte.
Stefano lo prende subito in braccio ed io, con Elena in braccio, corro vicino a loro. Luca piange disperato. La botta che ha preso gli ha praticamente fatto rientrare la fronte, ma (per fortuna) continuando a piangere, tutto torna alla normalità in pochissimi istanti. Entro in pasticceria per farmi dare un sacchetto con del ghiaccio da mettere sulla fronte di Luca. In quei pochi minuti, la botta si trasforma in bernoccolo e lui continua a piangere.
Tenendolo in braccio, con il ghiaccio sulla fronte e con un po’ di coccole, smette di piangere, così decidiamo di metterci in macchina e tornare a casa.

Non siamo nemmeno a metà strada e all’improvviso Luca, seduto nel suo seggiolino, si mette a vomitare e di nuovo a piangere.

Accostiamo subito la macchina vicino al marciapiede in un punto dove non diamo troppo fastidio, Elena per fortuna dorme nell’ovetto, Stefano tira giù dalla macchina Luca e insieme iniziamo a pulire lui e il seggiolino da tutto il vomito. Dopodiché di nuovo tutti in macchina verso casa con un piano ben preciso: io sarei rimasta a casa con Elena, che di li a poco si sarebbe svegliata per la sua poppata; Stefano sarebbe andato al Pronto Soccorso con Luca.
Vi lascio immaginare la mia agitazione mentre ero a casa! Per fortuna dopo poco più di un’ora mi chiama Stefano, dicendo che sono appena usciti dal Pronto Soccorso e che Luca sta bene.
Premessa: Luca all’epoca aveva un anno e mezzo, camminava (ma non ancora benissimo) e non parlava (a parte mamma, papà, brum brum, bau bau).
Leggo il foglio di dimissioni dal Pronto Soccorso intanto che mio marito mi racconta cosa hanno fatto al bambino mentre era in ospedale…beh, non sapevo se ridere o se piangere o se incazzarmi. Praticamente lo hanno solo visitato (guardandogli addosso), senza radiografia o TAC o altro (perché troppo piccolo); non lo hanno né medicato né altro (perché non aveva ferite che perdevano sangue); la diagnosi è stata FRATTURA A PING PONG (visto che con la botta presa la fronte prima è rientrata e poi è uscito il bernoccolo); la cura, invece, ghiaccio per il gonfiore e controllare che il bambino non si metta a STRAPARLARE (ma ancora praticamente non parla, come faccio a capire se straparla?!) o a sbandare quando cammina (ribadisco il concetto: non è un elfo di Babbo Natale, ha un anno e mezzo ed ha appena imparato a camminare!).
Comunque, per fortuna, il bernoccolo con il tempo si è riassorbito e la faccia non gli è diventata tutta livida (come invece aveva ipotizzato il medico). Non ha avuto nessuna complicazione, a parte che mamma e papà hanno perso tipo dieci anni di vita in tre ore.

Lasciamo ora da parte la mia esperienza personale e vediamo insieme per bene come comportarsi in queste situazioni.

Vi ricordo che queste sono informazioni solo a titolo informativo e che non devono mai in alcun modo sostituirsi al parere del pediatra.

Cosa devo fare se il mio bambino ha battuto la testa?

Dovete considerare se è stata colpita la testa violentemente o se per caso ha colpito i punti più sensibili, come la parte bassa della nuca e le tempie.
Ricordate comunque che non ci sono zone più o meno pericolose, perché il rischio riguarda l’eventuale danno interno; inoltre, i bambini hanno le ossa del cranio ancora in formazione e quindi incassano meglio i colpi e si riprendono prima degli adulti.
Se siete in dubbio recatevi subito al pronto soccorso, soprattutto in presenza di tagli o reazioni confusionali del bambino.
I primi accorgimenti da tenere in caso di caduta sono: mettere del ghiaccio, non dare da mangiare al bambino, cercare di calmare il bambino, mantenere la calma per non spaventare ulteriormente il bambino.

Posso farlo dormire?

Il bambino dovrebbe essere sorvegliato nelle ventiquattro ore successive al trauma e poi, per qualche altro giorno, dovrebbe essere tenuto ancora sotto osservazione per il rischio di qualche manifestazione tardiva.
È inutile tenere sveglio il bambino a tutti i costi (anche se ci sono pareri discordanti in merito anche tra i medici): se ha sonno fatelo pure dormire, ma andate a controllare che dorma come sempre (provate a toccarlo per vedere come reagisce) e se si sveglia controllate se vi riconosce e vi risponde.

Quanto dura il bernoccolo?

A volte basta una piccola botta per provocare una ferita con perdita di sangue anche abbondante, o un brutto bernoccolo, segno di un ematoma sottocutaneo.
Il bernoccolo in genere scompare dopo qualche ora lasciando poi un ematoma (che potrebbe scendere sul viso). Per alleviare il gonfiore il ghiaccio è il rimedio più immediato ed efficace e consente di impedire che si formi un bernoccolo troppo grande e aiuta l’assorbimento dell’ematoma.
Per medicare la ferita basta passare una garza imbevuta con del disinfettante.
Ovviamente, se la ferita appare piuttosto profonda o la perdita di sangue non si arresta, è bene recarsi in ospedale, dove valuteranno se mettere qualche punto di sutura.

Quando mi devo preoccupare seriamente?

Questi segni possono indicare un trauma importante, come un ematoma interno o una frattura del cranio:
· vomita;
· perde sangue dall’orecchio o dal naso;
· perde conoscenza;
· appare in stato confusionale;
· ha convulsioni;
· si comporta in modo diverso dal solito;
· ha un forte mal di testa;
· avverte stanchezza e indolenzimento a un braccio o a una gamba;
· ha un forte dolore al collo, che potrebbe essere espressione di una frattura cervicale;
· estremo pallore;
· ha una pupilla più grande dell’altra;
· fa fatica a parlare.

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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