La finta calma

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Vi prego, ditemi che non succede solo a me! Anche ai vostri figli compaiono tutti i problemi del mondo, proprio nel momento in cui voi decidete di andare a fare la doccia, oppure mentre siete al telefono, o mentre tentate di fare un discorso con il vostro compagno?! No perché a me capita quasi ogni volta!

Esempio numero uno: chiedo ai bimbi se per cena vogliono mangiare la pizza e ovviamente loro con entusiasmo mi rispondono tutti e tre di si.

Ok, allora poco prima dell’ora della cena prendo il telefono per chiamare la pizzeria ed ordinare le pizze con consegna a domicilio (ogni tanto mi concedo il lusso di non cucinare!). Non è una cosa difficile, dopotutto cosa ci vuole per ordinare tre margherite e due farcite…una telefonata di nemmeno cinque minuti! Prima di fare il numero dico a tutti e tre i bimbi di fare per un attimo un po’ di silenzio, altrimenti poi la signora delle pizze non sente bene e non ci fa la consegna; e loro diligentemente mi rispondono “Si, mamma!”. Ma magari fosse così semplice: non faccio in tempo nemmeno a finire di dire che voglio la consegna a domicilio, che già arriva Alessandro a cavalcioni della sua moto, più veloce della luce e ovviamente più casinista che mai! E vogliamo farci mancare il pianto disperato di Elena, che mi viene subito a cercare per lamentarsi che suo fratello Luca l’ha fatta cadere?!? Qualcuno potrebbe dire che è solo un caso isolato…e invece no, capita quasi ogni volta che sono al telefono! Qualcuno piange, qualcuno urla, qualcuno vuole assolutamente sapere con chi sto parlando: un incubo!

Esempio numero due: io, mamma, decido di andare a fare la doccia.

Si, d’accordo, la doccia non dura cinque minuti…ma ormai la mia doccia ne dura solo dieci al massimo, non pretendo di rimanere sotto l’acqua per un’ora e dopotutto, dovrò pur lavarmi anche io o no?!?
E’ tardo pomeriggio, tutti e tre i bimbi sono sul tappetone a giocare tranquillamente, poi ad un certo punto inizia uno dei loro cartoni animati preferiti “Rapunzel” e, come per magia, cala un religioso silenzio e loro sembrano delle belle statuine incantate a vedere la loro principessa coraggiosa. Ok, prendo la palla al balzo: “Bimbi, la mamma va a fare la doccia, lascio la porta del bagno aperta così riesco a vedervi e sentirvi, mi raccomando fate i bravi che arrivo subitissimo!” e loro annuiscono e basta, perché quando c’è Rapunzel, guai a chi li disturba (ovviamente!).
Vado in bagno e nel tempo in cui Superman si mette il suo costume da supereroe, io sono già sotto la doccia tutta insaponata: dai Fede, ce l’hai quasi fatta! E invece no, inizia una vera e propria processione in bagno davanti alla cabina doccia: Elena deve fare la cacca, Alessandro (che è nella fase pappagallo) dice che deve farla pure lui, e vuoi che non la deve fare pure Luca?!? Meno male che in casa abbiamo due bagni…e Alessandro la fa ancora nel pannolino! Così, cerco di prendere in mano la situazione a distanza (ovvero nella doccia), dicendo a Elena di sedersi sul gabinetto del bagno rosa (dove abbiamo la doccia) usando il pinguino (il riduttore per gabinetto); ad Ale, vista la sua finta emergenza, dico che quando finirà Elena toccherà a lui e intanto di andare a fare una bella costruzione con i lego; infine cerco di elogiare Luca dicendogli che lui è l’uomo di casa quando non c’è il papà, perché lui è il più grande fra i tre, e che quindi può andare a fare la cacca nel bagno azzurro, stando attento a non cadere nel gabinetto poiché non c’è il pinguino.
Così quei miseri dieci minuti di doccia diventano otto, con già un tour de force pronto ad aspettarmi non appena esco, perché ovviamente le mie tre pesti non mi danno nemmeno il tempo di asciugarmi: “Dai mamma sbrigati, che dobbiamo andare a giocare, non possiamo arrivare tardi!”…ma arrivare tardi dove? Perché tutta questa fretta non ce l’hanno la mattina quando si devono alzare per andare all’asilo, o quando abbiamo qualche impegno fuori casa?!? Beh, ovviamente ognuno ha le sue proprietà (pure io, che domande mi faccio!).

Esempio numero tre: iniziare un discorso, anche non troppo impegnativo, con mio marito durante la cena, anche solo per raccontare cosa è successo durante la giornata.

Lo scenario iniziale è simile a quello precedente, solo che siamo tutti a tavola, i bimbi stanno stranamente mangiando tutto da soli e il momento in cui decidiamo di iniziare a parlare coincide con l’inizio del cartone “Le storia di paura di Masha”.
Allora, intanto che i bimbi hanno la bocca e la mente occupata, attacchiamo a parlare io e mio marito…ma come per magia, il cartone non interessa più, perché c’è una cosa più interessante da fare: interrompere il discorso di mamma e papà! Luca ed Elena si sono improvvisamente ricordati di dire una cosa importantissima al papà, mentre Alessandro per parcondicio ripete tutto quello che sente, giusto per parlare pure lui. Io e mio marito tentiamo invano di finire velocemente il discorso, ma ormai sembra diventata una gara a chi parla di più e ad alta voce. Rassegnati rimandiamo il tutto ad un altro momento, sperando che non sia il momento del mai!

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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