Le leggi di una mamma

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Oggi voglio condividere con voi I MIEI DIECI COMANDAMENTI, ovvero le dieci frasi che i miei figli, molto spesso, mi fanno ripetere più volte al giorno, neanche fossero un mio mantra!

Partiamo dalla numero uno, la più gettonata, specialmente ora che sono più grandicelli, ovvero: NON PICCHIARE TUO FRATELLO/SORELLA.

Credo che questa frase ormai la ripeto ogni giorno almeno una volta al giorno (anche perché avendo tre figli, è quasi matematico che uno dei tre abbia la luna storta e tenti di menarne un altro con un pretesto qualsiasi). Spesso e volentieri Luca ed Elena si coalizzano tra di loro contro Alessandro (essendo molto vicini d’età è come se fossero gemelli e hanno una sintonia pazzesca), dicendogli che è troppo piccolo per giocare con loro: e da lì, il passo per menarsi è davvero breve! Oppure sono i due maschi che si coalizzano tra di loro contro Elena (dipende da come si svegliano la mattina insomma), facendola arrabbiare dicendole che non può giocare perché è una femmina (giocano sulla maggioranza praticamente!). Quindi, i questi casi, arriva il giudice mamma, che prima esordisce dicendo la famosa frase di cui sopra (sperando che sia sufficiente), per poi finire a volte con il dividere le parti per evitare spargimenti di sangue.

Altra frase molto gettonata è NON ARRAMPICARTI SUI MOBILI!

Non so i vostri figli, ma i miei non sanno mai dove sono le loro cose, invece per scovare tutte quelle cose che non dovrebbero avere tra le mani, sono meglio della squadra narcotici. Tu credi di nascondere alcuni oggetti in punti che credi irraggiungibili per dei nani come loro (per salvaguardare gli oggetti più che altro eh!), e invece loro sfoderano doti da circensi, che nel momento in cui li becchi a fare quelle acrobazie, ti fai il segno della croce sperando che non ti tocchi fare una gita al pronto soccorso.

NON SI MANGIA IL CIBO CADUTO A TERRA!

E qui voi mi direte “Ma Federica, ormai i tuoi bimbi sono grandi e dovrebbero saperla bene questa cosa!”. Beh, si certo che la sanno, infatti se gli cade per terra un pezzo di pasta, piuttosto che un pezzo di carne, nemmeno si sognano di raccoglierlo e metterlo in bocca (ci mancherebbe eh). Ma chissà perché, se gli cade per terra una patatina, un caramella, o un pezzo di cioccolato…non sia mai, non si spreca mica il cibo! “Mamma non ti preoccupare, prima di metterla in bocca ho soffiato!” Eeeh beh, allora si che siamo al riparo dai microbi (credo che abbiano degli anticorpi grandi come pantegane ormai).

NON CORRERE PER CASA!

Di questo argomento ne ho già parlato con voi quando vi ho raccontato l’episodio in cui Elena si è rotta un dentino. (Se vi siete persi il racconto, dopo che avrete finito di leggere questo articolo, andate a leggere quello intitolato “Emergenza dentino rotto” nella sezione “Vita quotidiana”).

Ora mi direte che sono esagerata a dire ai miei figli NON SALTATE SUL DIVANO E SUL LETTO!

Si, so benissimo che saltare, specialmente sul letto, è bellissimo (e da piccola l’ho fatto anche io). Peccato che quando si mettono a saltare a turno tutti e tre sul divano o sul letto, sfidano leggermente le leggi di gravità e soprattutto sopravvalutano le loro doti circensi in questo caso. Praticamente uno di loro, a turno, si mette in piedi sul divano o sul letto e uno di loro (se va bene!), o peggio ancora due di loro (il pericolo è il loro mestiere in questo caso!), si sdraia ai piedi del divano/letto. Quello in piedi deve fare un salto lunghissimo per evitare di far diventare una figurina i due sdraiati a terra (nelle migliore delle ipotesi…altrimenti un giro al pronto soccorso è in omaggio). Ora ditemi ancora che sono esagerata se ne avete il coraggio!

NON SI RACCOGLIE NIENTE DA TERRA PER STRADA!

Questa ve la racconto così come è andata, senza spiegarvela (siamo tutte mamme, quindi non credo che serva un dizionario per risolvere il rebus!). Un pomeriggio di qualche anno fa sto camminando per strada con Luca ed Elena e ad un certo punto Luca, tutto contento, mi dice: “Guarda mamma, qualcuno ha buttato per terra un palloncino lungo lungo!” Grazie al cielo mi stava tenendo la mano, così sono riuscita ad evitare che si avvicinasse al “palloncino”…

NON TOCCARE NIENTE DI NIENTE NEI BAGNI PUBBLICI!

Io sarò esagerata, ma sinceramente la pipì se posso farla a casa mia sono molto più contenta: ho abbastanza schifo dei bagni pubblici (anche quelli dei ristoranti), perché difficilmente li trovo puliti come vorrei. Il problema è che io posso anche tenermela senza problemi (a parte quando ero incinta…in quelle circostanze ho fatto pipì ovunque, chiudendo entrambi gli occhi!), ma ora che Luca ed Elena non hanno più il pannolino, se gli scappa la pipì quando siamo fuori casa, a volte diventa un problema. Diciamo che Luca, essendo maschio, è un pochino avvantaggiato: è capace a farla in piedi e, in mancanza di bagni decenti, ma di presenza di qualche alberello assetato, Luca è ben disposto ad innaffiarlo. Con Elena, invece, non è così semplice come a dirlo. Poi diciamo che Elena non è proprio capace di tenere le mani in tasca, ed ha la mania di toccare TUTTO (ecco perché nella mia borsa è sempre presente un flacone formato famiglia di disinfettante per mani!).

ANCHE SE IL SEMAFORO E’ VERDE, PRIMA DI ATTREAVERSARE, GIUARDATE DA ENTRAMBI I LATI!

Questa frase la dico ogni mattina quando porto i bimbi all’asilo e ogni pomeriggio quando li riporto a casa dall’asilo. Lungo la strada incontriamo due attraversamenti pedonali regolati da un semaforo, cosa che dovrebbe garantire sicurezza al 99% secondo me (l’1% che manca è dovuto ai geni che a volte passano in auto con il rosso…stendiamo un velo pietoso…per ora…). Peccato che entrambi questi semafori funzionino allo stesso modo, non molto intelligente secondo me: praticamente quando è verde per i pedoni, è verde anche per le macchine che svoltano (sono ferme solo quelle che vanno diritto…non so se mi sono spiegata bene!). Il bello è che, nel momento in cui una macchina che sta svoltando ti trova nel mezzo della strada (sulle strisce pedonali e con semaforo VERDE per me pedone) chi è alla guida ha pure il coraggio di mandarti al diavolo (e li un bel vaffa mi esce proprio dal cuore eh!). Allora, io sarò un caso eccezionale (se così si può chiamare una mamma con tre bimbi, ma solo due mani), io sarò eccessivamente polemica e aggiungeteci pure qualcosa d’altro che in questo momento mi sfugge, ma io dico: è così complicato programmare i semafori in modo che quando è verde per i pedoni, sia rosso per tutte le macchine che arrivano da qualsiasi direzione? Fate durare meno il verde (ma almeno dateci il tempo di attraversare senza ansia eh, mi raccomando, perché la supervelocità di Gattoboy non credo sia in vendita), o trovate qualche altra soluzione (gli uffici della viabilità dei comuni credo abbiano personale qualificato per fare queste cose…oppure no?). Bon, anche questa polemica l’ho esternata, scusate se vi ho tediato!

GUARDA DAVANTI A TE QUANDO CAMMINI!

Frase che ripeto davvero come un mantra ad Elena. Ma si vede che non lo faccio abbastanza, visto che una mattina, mentre andavamo all’asilo, è comunque andata a sbattere contro un palo ed è letteralmente rimbalzata per terra. Risultato: tutti mi hanno fermato per la settimana successiva chiedendomi se aveva partecipato ad una festa con truccabimbi (peccato che l’occhio era viola per il livido causato dallo scontro con il palo!).

NON ALLONTANARTI TROPPO, ALTRIMENTI NON TI VEDO!

Girare per strada a piedi con tutti e tre è praticamente uno sport estremo a volte: Luca ed Elena si sentono grandi e non vogliono tenere la mano a nessuno e vogliono camminare davanti da soli; Alessandro non vuole più sedersi nel passeggino e ovviamente vuole imitare i fratelli. Quando si alleano tutti e tre insieme diventano esplosivi: iniziano a correre avanti e indietro, a saltellare, a fare le gare. La mia regola è semplice: io non ho nessuna intenzione di corrervi dietro tutto il tempo, se vi chiamo vi fermate all’istante e vi mettete contro il muro, se andate avanti dovete comunque rimanere visibili altrimenti divento una iena. Siete avvisati! (per questo mio modo di fare qualcuno mi ha paragonato “ad un baffetto” vissuto qualche anno fa. Sarà, ma quando ce vo’ ce vo’!).

 

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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