Rigurgiti di latte dei bambini

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Cavolo, ogni volta che il mio bimbo finisce di poppare ha dei rigurgiti e tutti mi dicono che è colpa del mio latte, che magari non è buono: cosa devo fare? Devo iniziare a dargli il biberon?

Calma e sangue freddo mamma! Non è assolutamente colpa del tuo latte, è un problema comune a moltissimi bambini e il più delle volte si tratta di un evento fisiologico. Leggete il mio articolo per scoprire nel dettaglio di cosa si tratta e come comportarsi in merito: la Supermamma è qui apposta per aiutarvi!

Dopo la poppata e il ruttino, può capitare che i bambini abbiano un piccolo rigurgito di latte: questo, il più delle volte, è dovuto alla voracità con cui mangiano.

Questi episodi compaiono già dalle prime assunzioni di latte e tendono a scomparire intorno ai dodici, massimo diciotto mesi di vita; potrebbe quindi capitare anche durante lo svezzamento con le prime pappe.
Nel primo anno di vita la causa è l’immaturità dell’apparato digerente che non è ancora abituato a lavorare in modo corretto.
Se il rigurgito persiste nel tempo anche dopo questo periodo, oppure gli episodi sono abbastanza frequenti, occorre contattare il pediatra in modo che possa prendere provvedimenti per evitare che la crescita del bambino si blocchi e siano necessari altri interventi per aiutarlo a crescere.
Nel caso di rigurgiti che si verificano nei primi 3-4 mesi (poi scompariranno da soli), dopo la poppata, tenete il bambino in posizione verticale per 10-15 minuti in modo da consentire al meglio la discesa del latte.
Se verso il mese di vita il bambino vomita abitualmente dopo la poppata e il latte viene emesso a getto d’idrante, comunicatelo al pediatra poiché potrebbe trattarsi di una stenosi ipertrofica del piloro, in altre parole un mal funzionamento della valvola che collega lo stomaco al primo tratto dell’intestino.

Il reflusso, invece, è il passaggio di contenuto gastrico nell’esofago e in certi casi può essere asintomatico, senza rigurgito; è un fenomeno piuttosto diffuso e frequente nei neonati nelle prime settimane di vita e tende a scomparire dopo il terzo mese. Può non rappresentare un problema se il neonato cresce di peso e sta bene non bisogna fare nulla; diversamente è bene parlarne con il pediatra che sarà in grado di consigliare al meglio e prescrivere, eventuali antiacidi, oppure la sostituzione del latte, o dare consigli sull’alimentazione del piccolo.
Il reflusso si differenzia dal vomito per l’assenza di conati: il bambino espelle in modo spontaneo un’esigua quantità di latte, ma questi episodi possono comportare irritazione all’esofago del bambino che avvertirà fastidio ed inizierà a piangere.

Come comportarsi in caso di reflusso?

Se il bambino è allattato al seno, cercate di non farlo mangiare più del dovuto e magari fategli fare una pausa tra un seno e l’altro; se invece è allattato artificialmente, il pediatra potrebbe prescrivere un latte più denso.
Quando mettete il bimbo nella culla, sistematelo supino (cioè sulla schiena): in questo modo, se dovesse arrivare un rigurgito, il piccolo tenderà automaticamente a girare la testa da un lato per far uscire il liquido dalla bocca.

E il ruttino?

Mentre il bebè ingerisce il latte durante la poppata, una certa quantità d’aria penetra nello stomaco provocando la formazione di una bolla che infastidisce il piccolo perché si muove quando inizia la digestione, facendolo sentire sazio e inducendolo ad interrompere la poppata prima del tempo. Ecco perché molti bambini sentono il bisogno di fare il ruttino, sia che siano allattati al seno, sia che siano allattati con il biberon.
Per favorirlo il bimbo va tenuto in braccio con il viso rivolto verso l’adulto, la schiena ben dritta e lo stomaco non piegato su se stesso; è consigliabile fare un leggero massaggio sulla schiena, dal basso verso le scapole, per far salire l’aria eventualmente presente nella pancia che può ostacolare la digestione.

Ricordo che da piccolini, tutti e tre i miei figli, solitamente, dopo la poppata mi mostravano tutta la loro eleganza con un bel ruttino; a volte invece si addormentavano direttamente attaccati alla tetta e non si svegliavano nemmeno con le cannonate, così li mettevo direttamente nella carrozzina per farli dormire beati.
Ora che sono grandi (per modo di dire visto che Luca ha solo cinque anni!), mi ritrovo a riprendere Luca che ha ormai imparato a fare i rutti a comando e si diverte un mondo a farli per far ridere sua sorella e suo fratello…peccato che a volte li fa anche fuori casa e nei momenti meno opportuni!
Pensate che una volta eravamo a Como e siamo andati a mangiare al Mc Donald: dopo aver mangiato il suo hamburger e aver bevuto un po’ di cola, Luca ha sfoderato un rutto da competizione, tanto che al tavolo da parte a noi c’era un gruppo di ragazzi che si sono girati tutti allibiti pensando che a fare il rutto fosse stato mio marito Stefano!

Questo articolo non intende sostituirsi ai consigli del medico curante, ma offrirsi come approfondimento per quelle persone che desiderano comprendere meglio la loro condizione fisica.
Vi ricordo che queste sono informazioni solo a titolo informativo e che non devono mai in alcun modo sostituirsi al parere del pediatra.

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA

 

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