Alessandro camionista spericolato!

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Chissà perché i bambini si ammalano o si fanno male sempre nei momenti in cui i pediatri sono super disponibili: tipo la sera, nel week-end e nei giorni di festa!

Mancano pochi giorni al primo compleanno di Alessandro e mio marito Stefano, stranamente, è tornato a casa relativamente presto dall’ufficio. Dopo aver cenato tutti insieme ed aver messo il pigiama, i bimbi vanno sul tappeto giochi insieme al papà, mentre io finisco di sistemare la casa.
Alessandro è ancora nella fase che mette qualsiasi gioco in bocca e il suo passatempo preferito è distruggere le costruzioni che fanno Luca ed Elena: così partono frasi del tipo “Che schifo, è tutto sbausciato! Lo pulisci papà?!”, oppure “No Ale, perché non vai a nanna?!”, o ancora “Ma non si fa così! Ecco, allora io non gioco più con te!”.

A volte mettere insieme tre teste di bambino è molto difficile, ve lo assicuro…specialmente la sera quando pazienza, concentrazione e stanchezza iniziano a vacillare.

Poi ad un certo punto pare abbiano trovato un punto d’incontro: giocare con i camion!
A casa nostra si trova ogni tipo di mezzo da lavoro: betoniera, ruspa, escavatrice, camion per trasporto macchine, camion con cassone per terra o altro, camion dei pompieri e altri che non ho la minima idea a cosa possano servire (roba da uomini!).
Così inizia la costruzione del cantiere, dove ovviamente Luca è il direttore lavori. Peccato però che ad un certo punto Alessandro decide di mettersi a cavalcioni del camion per il trasporto auto, e ad Elena viene la malsana idea di spingerlo: Alessandro è tutto contento di muoversi sul camion, ma la sua felicità dura ben poco. Elena, con tutta la sua delicatezza, spinge con troppa forza il camion, Alessandro perde l’equilibrio e cade faccia avanti, andando a sbattere contro il cassone dell’altro camion.
Partono le urla disperate di Alessandro e nello stesso tempo vedo mio marito che si alza di scatto prendendolo in braccio e lo porta in bagno…lasciando dietro di se una scia di goccioloni di sangue!

Panico: cosa si sarà rotto?

Dopo avergli lavato la faccia sotto l’acqua fredda, notiamo un bel taglio sul sopracciglio destro, che nonostante la nostra medicazione con disinfettante e garza, non accenna a smettere di sanguinare.
Così Stefano si mette in macchina con Alessandro in direzione del pronto soccorso pediatrico di Monza; io invece resto a casa con Luca ed Elena e cerco di convincerli ad andare a letto.
Ore ventuno circa: ingresso in pronto soccorso…peccato che quello pediatrico sia chiuso di sera, così dopo aver passato il triage, tra le polemiche delle altre persone in attesa perché visto il trauma alla testa e la tenera età ha saltato la fila, i miei due uomini si mettono in sala d’attesa aspettando che un chirurgo si liberi per visitare Ale e valutare se gli servono dei punti di sutura.
Alla una di notte non si è ancora presentato nessuno e nel frattempo Alessandro si è addormentato in braccio a Stefano, che si è pure sentito dire che doveva tenerlo sveglio: eh beh, certo, un bambino di nemmeno un anno è più che collaborativo dopo aver atteso quattro ore in pronto soccorso a notte fonda!
Finalmente un medico si presenta per visitare Alessandro che, per fortuna, non si mette nemmeno a piangere dopo essere stato svegliato: dopo aver ascoltato il racconto di Stefano su quanto accaduto, il medico controlla la ferita e gli applica alcuni cerottini (senza nemmeno pulire la ferita che nel frattempo si era nuovamente sporcata di sangue) dicendo che non servono punti, di non bagnarla per alcuni giorni e di coprire i cerotti con una garza per evitare che il bambino li stacchi.

Ore due e mezza: finalmente a casa!

Stefano ed Io cerchiamo di pulire bene la ferita di Alessandro prima di metterlo a letto: è stato un vero ometto, non si è mai messo a piangere né in ospedale né a casa, nonostante l’ora tarda.
Fortunatamente non sono serviti punti e la ferita si è cicatrizzata bene: Alessandro ha la pelle molto chiara e, specialmente quando piange, si nota la cicatrice sul sopracciglio, proprio come Harry Potter!

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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