La mia vita da mamma

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Da quando sono diventata mamma per la terza volta e, per strada, incontro persone (che conosco o che magari mi fermano per la prima volta per fare i complimenti ai miei figli), spesso e volentieri mi sento “Cavoli, sei fortunata, sei a casa tutto il giorno!” oppure “Beh dai, chissà quanto tempo libero che hai, dopotutto due su tre vanno all’asilo tutto il giorno!”.

Prima di proseguire nel discorso devo fare una premessa: mi sono trovata a fare la mamma a tempo pieno non per scelta, ma perché sono rimasta senza lavoro PER COLPA della mia famiglia numerosa. Ma in ogni caso NON sono affatto pentita di come sono andate le cose, perché sono più che convinta che ci sia un’interpretazione per tutto.

All’inizio ho pianto e ci siamo anche preoccupati, ma poi ci siamo detti che magari questa era la giusta occasione per cercare di dare una svolta alla nostra vita.

Poteva essere il giusto sprint per provare a mettere in cantiere alcune delle idee che io e mio marito avevamo in mente da tempo, ma che, fino a quel momento, non eravamo ancora riusciti a programmare per paura, per mancanza di tempo e per mancanza di soldi.
Rimanere senza lavoro (badate bene, sono senza un lavoro, ma non sono disoccupata, perché di cose da fare ne ho fin troppe a volte!) ha provveduto a risolvere in automatico i primi due punti, ovvero la paura e la mancanza di tempo; purtroppo però ha inciso ancora di più sul terzo punto, ovvero la mancanza di soldi.
Si, perché trovarsi con un solo stipendio e un mutuo, la retta dell’asilo moltiplicata per due (praticamente quasi un altro mutuo), le bollette, la spesa e tutto quello che gravita intorno ad un bilancio familiare mensile, non è così simpatico.

Ma, cercando di guardare il lato positivo delle cose, posso dire di essere la persona più fortunata sulla faccia della terra: posso godermi ogni istante della vita dei miei figli, essere presente nei loro progressi (e anche nei loro litigi e scleri!), posso crescere i nostri figli secondo le nostre idee (senza dover arrivare a compromessi o altro, con baby sitter o nido per Alessandro), posso cercare di fare per loro tante piccole cose che spero apprezzeranno quando saranno più grandi (come ad esempio l’album dei ricordi…che moltiplicato per tre è come se lavorassi per uno studio fotografico quando mi metto ad aggiornarlo!).
Ecco perché quando vengo fermata da queste persone non rispondo mai arrabbiandomi o infastidendomi, ma in modo molto diplomatico dico “Si, diciamo che ho sempre qualcosa da fare e non mi annoio mai!”.

Sono sempre stata una persona precisa, ordinata e organizzata, che non ama molto gli imprevisti; ma già dopo l’arrivo di Luca ho dovuto imparare a rinunciare un po’ a queste cose, soprattutto all’ordine.

Non vi dico ora che di bambini per casa ce ne sono tre! Sono sempre appresso a pulire e sistemare la casa, ma sembra che tutto quello che faccio non porti a nessun risultato a volte. Quindi sono arrivata alla conclusione che, se qualche persona che viene a trovarci dovesse essere infastidita dal disordine della nostra casa, può benissimo mettersi a sistemare al mio posto senza troppi complimenti e se riesce a tenerla ordinata almeno per un giorno intero avrà tutto il mio rispetto! Altrimenti può lasciare pure tutto così com’è: se sono riuscita a sopravvivere io che ci vivo ogni giorno, sono sicura che potrà sopravvivere anche lei per qualche ora di permanenza qui con noi.
La nostra casa è sempre aperta a tutti (parenti e amici), purché non vengano a dettare legge: si, questa è proprio una cosa che non sopporto. Io non condivido molti pensieri, ma non mi sono mai permessa di giudicare; di conseguenza gradirei venisse fatto altrettanto con noi.

Solitamente la mia sveglia suona alle 6.30 del mattino (anche se ammetto che non sempre riesco ad alzarmi al primo suono) e quando mi alzo regna la pace in casa: bimbi e papà dormono, quindi io posso andare in bagno, vestirmi e rispondere ad un po’ di messaggi senza troppa fretta e soprattutto senza nessuno attaccato alle gambe, o che mi chiede “Cosa fai mamma?”. Poi preparo la colazione per tutti e apro tutte le finestre in modo che anche il resto della famiglia inizi a svegliarsi; i vestiti dei bimbi sono già pronti (preparo tutto la sera prima), come pure i grembiuli di Luca ed Elena per l’asilo. A seconda dell’umore con cui si svegliano i bimbi, o fanno subito colazione o si vestono in modo da essere già pronti per uscire. Quando tutti hanno finito sistemo la cucina e molte volte stendo la biancheria (la sera prima programmo la lavatrice in modo che parta la mattina presto).
A seconda del tempo, o io o Stefano accompagniamo Luca ed Elena all’asilo, poi lui va in ufficio e io torno a casa con Alessandro, a meno che non abbia qualche commissione da fare (fortunatamente, abitando in centro, ho quasi tutti i negozi a portata di mano).
Alessandro a volte è bravissimo e si mette a giocare da solo senza problemi, altre volte invece è nella fase cozza e vuole stare appiccicato a me tutto il tempo: nel primo caso riesco a pulire casa, cucinare, scrivere per il blog, fare qualcuno dei miei mille lavoretti e progetti…insomma, qualcosa da fare c’è sempre! Nel secondo caso invece mi coccolo il mio Alessandro e gioco con lui.
A mezzogiorno pranziamo io e Alessandro, visto che Luca ed Elena mangiano all’asilo e mio marito non torna mai casa in pausa pranzo; poi Alessandro va a fare un pisolino (cosa che ora è diventata molto difficile fargli fare, un po’ per lo sconvolgimento degli orari durante le vacanze e un po’ perché ormai ha due anni e mezzo) e io proseguo nelle mie faccende.
Alle 15.00 usciamo per andare a prendere Luca ed Elena all’asilo, torniamo a casa per fare merenda tutti insieme e poi loro tre giocano (questo è il momento più bello della giornata per Alessandro, che finalmente può giocare con suo fratello e sua sorella!), mentre io inizio a cucinare per la sera e prima di cena bagno a tutti e tre.

La sera a tavola, spesso e volentieri, siamo solo noi quattro, perché il papà torna sempre tardi (in caso contrario si unisce a noi, per la gioia dei bimbi che lo vedono pochissimo).

Dopo cena i bimbi guardano un po’ i cartoni in TV o giocano con il papà, mentre io sistemo la cucina e preparo tutto per l’indomani (vestiti, colazione, lavatrice, lavastoviglie).
Alle 21.00, se nessuno è già “svenuto” prima, i bimbi vanno a nanna: se il papà non è ancora tornato dal lavoro, vanno a nanna senza troppe storie; se invece il papà è già a casa, farli andare a letto a volte è un bel problema!
Nel momento in cui dormono tutti e tre regna di nuovo la pace in casa: riusciamo a vedere un po’ di televisione, leggere un libro (se sono a casa da sola), rispondere ai messaggi e pubblicare i miei articoli, programmare le cose da fare ed altro ancora.

Raccontata così la mia giornata potrebbe sembrare monotona e quasi tranquilla, ma vi garantisco che non lo è affatto!

Quasi ogni giorno capita qualche imprevisto, i bimbi litigano, si ammalano (il peggio è quando mi ammalo io!), si fanno male; molte volte Luca ed Elena mi chiedono se possono invitare a casa per la merenda qualche compagno di asilo, il che vuol dire preparare qualche dolce fatto in casa (cosa che adoro!), il pomeriggio in cui viene l’amichetto regna il caos più assoluto, che immancabilmente devo poi sistemare io visto che, nell’istante in cui l’amichetto se ne va, i miei tre bimbi sono talmente stanchi per il duro lavoro appena terminato, da non riuscire a sollevare nemmeno un pezzo di lego.

In conclusione…si, sono fortunata perché faccio il lavoro più bello del mondo, quello della mamma e IO ADORO FARE LA MAMMA!

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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