Cos’è uno shock anafilattico?

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Per una persona allergica non è sempre facile restare a debita distanza dal suo allergene [giusto per scriverla in modo semplice e diretto], specialmente se di tratta del veleno degli insetti [perché spiegare alle api che siamo allergici non è semplice come a dirlo, purtroppo!].

Ma sapere a cosa si potrebbe andare incontro in caso di reazione allergica e soprattutto sapere come comportarsi, può essere il primo passo per evitare di trovarsi di fronte a danni che potrebbero essere irreparabili.

Questo articolo non intende sostituirsi ai consigli del medico curante, ma offrirsi come approfondimento per quelle persone che desiderano comprendere meglio la loro condizione fisica.
Prima di sottoporsi a qualsiasi cura è opportuno consultare sempre il proprio medico.

L’anafilassi, o shock anafilattico, è la più grave tra le reazioni allergiche, è potenzialmente letale perché si manifesta entro pochi secondi o qualche minuto dall’esposizione all’allergene e riesce a coinvolgere vari organi, ed in mancanza di un trattamento specifico peggiora spaventosamente. Quando si manifesta interessa tutto l’organismo: la pelle, l’apparato respiratorio (bocca, naso, trachea, polmoni), cuore e vasi sanguigni.

Le persone che soffrono di asma o di altre allergie sono maggiormente a rischio, specialmente se l’asma non è seguita in modo adeguato.

I sintomi possono essere prurito generalizzato, soprattutto a livello di gola, occhi, naso e pelle; arrossamento della pelle, orticaria, angioedema e gonfiore; starnuti, naso che cola, raucedine e difficoltà nella deglutizione a causa del gonfiore della gola; dolori al petto e affanno; caduta della pressione sanguigna con sensazione di mancamento; difficoltà respiratoria e labbra cianotiche; nausea, vomito, diarrea, crampi e dolori addominali; nei casi più gravi, collasso cardio-respiratorio e morte.
Le cause più comuni di uno shock anafilattico possono essere: punture di api o di vespe; cibi, come crostacei, arachidi, noci, uova e pesce; farmaci, specialmente antibiotici; contatto con oggetti di lattice; in alcuni casi può verificarsi anche a causa dell’esercizio fisico.
Chiunque soffra di anafilassi, o di reazioni allergiche gravi, deve recarsi in ospedale per il trattamento immediato con adrenalina e, dietro consiglio medico, rivolgersi ad un allergologo per avere una diagnosi e una cura specifiche.

Un esempio “pratico”:

Gli anticorpi sono proteine prodotte dal sistema immunitario per difendersi da minacce esterne come batteri e virus, ma in alcuni soggetti vengono erroneamente attivati verso altri tipi di sostanze (gli allergeni appunto), che non rappresentano di per sé una minaccia per l’organismo; a seguito di una prima esposizione al veleno delle api, per esempio, il sistema immunitario potrebbe per qualche ragione sconosciuta sensibilizzarsi verso questa sostanza e produrre così anticorpi in risposta a questo stimolo (DA NOTARE CHE DURANTE IL PRIMO CONTATTO NON SI VERIFICA UNA REAZIONE ALLERGICA). Nel momento in cui l’organismo verrà nuovamente in contatto con lo stesso allergene, il sistema immunitario sarà pronto ad agire per scatenare una reazione allergica nei confronti della sostanza; se la reazione è particolarmente severa e grave prende il nome di shock anafilattico e in pochi minuti può manifestarsi attraverso vari sintomi e coinvolgendo l’intero organismo.

Un soggetto che in passato manifesti una blanda reazione, potrebbe comunque andare incontro a shock anafilattico in un contatto seguente: praticamente non è possibile prevedere la gravità delle reazioni future in base a quelle passate.

 

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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