Asma: la mia nuova compagna dalla mia terza gravidanza

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Sono incinta e questo dovrebbe essere uno dei periodi più belli della mia vita, invece faccio fatica e respirare e praticamente non dormo quasi più a causa di questa cosa: ma è possibile? Non può essere normale!

Quando ti ritrovi a vivere nuove esperienze, pensi che nessun altro le stia provando o che magari tu non sia abbastanza forte per affrontarle. Poi a volte ci si mettono pure le altre persone a sminuirti o a non prendere in considerazione quello che stai dicendo e provando in quel momento. Ricordatevi di non arrendervi mai in nessuna circostanza!

A metà della gravidanza di Alessandro ho iniziato a fare molta fatica a respirare, specialmente durante la notte,

con la conseguenza che non riuscivo a dormire e rimanendo così più stanca del solito anche durante il giorno. Mano a mano che la gravidanza avanzava, con il conseguente aumento del volume della mia pancia, tutto questo si accentuava sempre di più e iniziava a darmi parecchio fastidio, soprattutto anche perché quando andavo dal mio medico di base, mi sentivo dire che non c’era nulla di strano e che la mia difficoltà a respirare era dovuto al bimbo che cresceva nella mia pancia (peccato che nelle due precedenti gravidanze non avevo avuto tutti questi problemi di respirazione).

Esasperata da tutta questa situazione di salute (e di incomprensione, perché sentirmi dire dal mio medico che avevo le paturnie e che stavo ingigantendo troppo la cosa, vi giuro, mi faceva incavolare come una bestia!), decisi di prendere appuntamento da uno specialista privato, perché non potevo arrivare a fine gravidanza in quello stato e continuando a non dormire (come diavolo facevo a gestire due bambini e ad affrontare un parto in quello stato con tutto quel sonno arretrato?).

Beh gente, vi dico che dopo ben quattro appuntamenti presi dal mio medico di base, la sua diagnosi era stata: hai le paturnie, non hai niente. Dopo la visita privata da un pneumologo e relativi esami specifici, la diagnosi era stata: asma allergica. Ah caspita, mi sono dimenticata di un altro piccolo e insignificante dettaglio: il mio medico di base è specializzato in pneumologia (ma non stiamo a guardare il pelo nell’uovo).
E così, dopo esami e visite specifiche (che continuo a fare ogni anno per tenere la situazione sotto controllo), ora ho sempre con me il mio bel cartellino rosa che attesta la mia malattia cronica e il mio inalatore; ma soprattutto, cosa fondamentale per me (mamma di tre piccole e fantastiche pesti) posso dormire la notte (piccole pesti a parte!).
Ma ora, bando alle ciance, vediamo bene insieme che cos’è l’asma.

Questo articolo non intende sostituirsi ai consigli del medico curante, ma offrirsi come approfondimento per quelle persone che desiderano comprendere meglio la loro condizione fisica.
Prima di sottoporsi a qualsiasi cura è opportuno consultare sempre il proprio medico.

Che cos’è l’asma?

La parola asma deriva dal greco e significa letteralmente “respiro affannoso”. L’asma può manifestarsi a qualsiasi età e spesso viene confusa come bronchite, che è invece un’infezione delle vie aeree. L’asma è un’infiammazione cronica dell’epitelio respiratorio (il rivestimento delle vie aeree), che ha diverse conseguenze: gonfiore delle pareti delle vie aeree e ridotto passaggio dell’aria, aumento della produzione di muco da parte delle vie aeree, irritabilità e ipersensibilità dei muscoli che avvolgono le vie aeree.
L’asma bronchiale può essere di natura allergica o di natura infettiva.
Nel primo caso, l’asma viene innescata da agenti esterni, come possono essere sostanze irritanti, inquinanti e allergeni vari (polvere, pelo animali, alcuni cibi o il polline).
Nel secondo caso, invece, l’asma può essere generata da diversi virus che possono infettare le vie respiratorie.

Sintomi e cause dell’asma

I sintomi dell’asma sono senso di oppressione al petto, fiato corto, affanno e tosse (specialmente di notte); il respiro sibilante (fischio emesso da un soggetto asmatico) è prodotto dall’aria che viene forzata attraverso le vie aeree dei polmoni gonfie e parzialmente ostruite, che a seconda delle loro caratteristiche causano rumori di diverse tonalità.
I fattori comuni che possono provocare i sintomi dell’asma sono: allergeni, come peli di animali domestici, acari della polvere, spore di muffe; infezioni del tratto respiratorio superiore, come il raffreddore; fumo di tabacco; alti livelli di inquinamento; sbalzi di temperatura; esercizio fisico.
Questo impedimento alla fuoriuscita dell’aria può essere annullato in parte o del tutto con l’inalazione di un broncodilatatore.
Non bisogna mai dimenticare che, anche se per lunghi periodi non dà segni di sé, l’asma è una malattia cronica che, se trascurata, va incontro a riacutizzazioni talora gravi.
In particolare dopo i trent’anni questa malattia colpisce soprattutto le donne, tendenzialmente non ha origine allergica e risponde male alla terapia farmacologica; durante la gravidanza circa un terzo delle donne asmatiche subisce un peggioramento della malattia.
Anche l’esercizio fisico è uno stimolo che può indurre o riacutizzare un episodio asmatico (asma da sport). In questi casi i sintomi della malattia emergono soltanto durante l’attività sportiva o durante impegni fisici particolarmente intensi.
Circa il venti per cento dei bambini asmatici non ripresenta asma dopo l’adolescenza.

Esami specifici e cure per l’asma

Per valutare l’andamento dell’asma sono sufficienti dei piccoli e semplici apparecchi che forniscono al paziente un’indicazione generale sullo stato di salute dei suoi bronchi; per una diagnosi più approfondita è invece necessaria una visita specialistica.
L’esame, chiamato spirometria, consiste nell’espirare con forza in un boccaglio collegato ad un apparecchio chiamato spirometro. In base ai risultati della spirometria e all’analisi dei sintomi è possibile classificare l’asma secondo una scalda di gravità. L’asma è una malattia cronica e come tale va seguita nel tempo, sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico. Si tratta infatti di una patologia soggetta a fasi asintomatiche alternate a riacutizzazioni, a volte gravi.
Proprio per questo motivo la terapia dell’asma si basa sull’utilizzo di farmaci antiasmatici, da assumere continuamente per mantenere la malattia sotto controllo (anche in assenza di sintomi) e farmaci al bisogno, da prendere solo in caso di reale necessità.

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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