Che cos’è l’endometriosi?

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Chi di voi ha mai sentito parlare di Endometriosi? Qualcuna di voi ne soffre o conosce donne che ne soffrono?
Per quanto mi riguarda ho solo letto libri e articoli per capire bene che cos’è questa patologia e cosa comporta. Mi piacerebbe molto poter essere di aiuto ad altre donne [emotivamente parlando, ci mancherebbe] che si trovano in questa situazione, raccontando l’esperienza in prima persona di una di voi che è riuscita a risolvere o a tenere sotto controllo questo problema e magari è riuscita anche a realizzare il sogno di diventare mamma, nonostante questa malattia.

Quindi se volete io sono pronta ad incontrarvi e ad ascoltarvi, per poi raccontare [alla luce del sole o in anonimo, come voi preferite] la vostra storia.

Detto ciò, vediamo insieme la parte un po’ tecnica e sterile [scusate il gioco di parole] di questa malattia.

L’endometriosi insorge quando alcune cellule del tessuto che riveste le cavità dell’utero, ovvero l’endometrio, si diffondono in altre aree come le tube di Falloppio, le ovaie e la pelvi dando origine a tessuto cicatriziale e ostruzioni che possono influire sulla fertilità. Questi tessuti segnano, come nell’utero, il ritmo mestruale, proliferando durante il ciclo e sanguinando nelle mestruazioni, il che provoca una grave infiammazione locale. Nel caso in cui l’endometriosi coinvolga le ovaie, si possono formare anche cisti, chiamate cisti endometriosiche o endometriomi.
È una patologia molto frequente che interessa circa il 10-20% delle donne in età fertile, prevalentemente donne tra i 25 e i 35 anni ed è praticamente assente nell’età pre-puberale e post-menopausale.

Quali sono le cause che portano all’endometriosi?

Le cause dello sviluppo di questa malattia non sono ancora state chiarite: emorragie mestruali prolungate o cicli abbreviati ne aumentano il rischio, così come fattori genetici e alcune sostanze inquinanti.
La teoria più gettonata [passatemi il termine], ma che da sola non basta a spiegare l’insorgenza dell’endometriosi, è quella della cosiddetta mestruazione retrograda, ovvero che, durante la mestruazione, il sangue refluisca dall’utero nella pelvi, attraverso le tube, conducendo all’impianto di cellule endometriali sul peritoneo e sugli organi pelvici.

Quali sono i sintomi?

I sintomi sono dati da dolori molto forti durante le mestruazioni che s’irradiano alle cosce, all’osso sacro e che, né il riposo né gli analgesici, riescono a calmare. Le mestruazioni sono più lunghe, più abbondanti e anche emorragiche; la sterilità è frequente; anche la vescica e la minzione sono dolorose.
Altri sintomi dell’endometriosi possono essere costipazione, diarrea o mal di schiena: si tratta di problematiche piuttosto comuni che potrebbero non far pensare direttamente all’endometriosi [considerando anche che stiamo parlando di una patologia non proprio conosciutissima].

Esiste una cura per l’endometriosi?

La cura può essere eliminare l’attività ovarica con una terapia a base di ormoni; vi sono diverse scuole di pensiero al riguardo: i sostenitori dei contraccettivi orali combinati e quelli dei progestinici. In entrambi i casi si sopprime la perdita di sangue dovuta all’interruzione della pillola anticoncezionale.
In alcuni casi ci si affida a trattamenti che richiedono un intervento chirurgico.
In passato molti pensavano che l’unica reale cura potesse essere una gravidanza, ma purtroppo studi recenti hanno appurato il fatto che il problema può ripresentarsi anche dopo il parto.
Donne con una lieve o moderata endometriosi dovrebbero riuscire a sostenere e portare a termine una gravidanza. In ogni caso, se si ha l’endometriosi sarebbe bene non tardare ad avere figli, ovviamente compatibilmente con le scelte e le condizioni di vita, perché la patologia, purtroppo, tende a peggiorare nel tempo.

Un piccolo aiuto in più…

Un aumento di assunzione di vitamina C ed E più B1, B6 e B12, unite all’aumento di acidi grassi come Omega3 e Omega6 e riducendo la quantità di carne rossa e grassi idrogenati, può ridurre la sintomatologia da endometriosi e quindi migliorare la fertilità delle donne affette da questa patologia. Altra cosa molto importante è evitare gli zuccheri semplici e preferire a pasta e pane raffinati le loro versioni integrali.

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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