Cosa vuol dire febbre da fieno?

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Ecciù! Non appena fai uno starnuto, vieni subito identificato come soggetto portatore sano di malanni infettivi, peggio di un untore o di un terrorista.

Cerchiamo di non correre subito ai ripari o, peggio ancora, alla gogna per il povero malcapitato: molto spesso gli starnuti possono essere dovuti ad altre cause, come ad esempio allergie e febbre da fieno.

Questo articolo non intende sostituirsi ai consigli del medico curante, ma offrirsi come approfondimento per quelle persone che desiderano comprendere meglio la loro condizione fisica.
Prima di sottoporsi a qualsiasi cura è opportuno consultare sempre il proprio medico.

Che cos’è la febbre da fieno?

Febbre da fieno è una definizione poco corretta, infatti il nome esatto è rinite allergica stagionale; praticamente consiste in un’infiammazione del naso e degli occhi che si verifica in certi periodi dell’anno (a seconda dell’allergene, come ad esempio polline di graminacee, fiori, alberi, spore).
Nel caso in cui la rinite allergica sia perenne, i probabili colpevoli possono essere gli acari della polvere o i peli di animali domestici.
Indipendentemente dalla stagionalità dell’allergia, è stato dimostrato che la febbre da fieno può essere influenzata anche da forte stress emotivo e dall’eccessiva assunzione di sostanze alcoliche.

Quali sono i sintomi?

Gli occhi iniziano a bruciare e a lacrimare (congiuntivite allergica), il naso si tappa e cola, starnuti continui e può manifestarsi anche prurito alle orecchie. Il naso chiuso causa anche la perdita della sensibilità a odori e sapori. Altri sintomi possono essere emicrania, mal di gola, raucedine, russamento e cerchi scuri intorno agli occhi. Inoltre, la febbre da fieno può generare anche un fastidioso prurito al palato, agli occhi e, più raramente, agli orecchi.

Come diagnosticarla?

Per diagnosticare la febbre da fieno sono necessari tre passaggi: anamnesi, esame obiettivo e esami di laboratorio.
L’anamnesi consiste nella raccolta di informazioni relative ai sintomi che la persona lamenta, seguita dalla ricerca di un eventuale familiarità all’allergia per indagare la predisposizione genetica.
L’esame obiettivo consiste nell’indagine dei sintomi comuni e classici dell’allergia ipotizzata.
Gli esami di laboratorio servono come conferma alla febbre da fieno.

Come curarla?

Le possibili cure per la febbre da fieno prevedono l’utilizzo di farmaci antistaminici o decongestionanti, sostanze ad azione vasocostrittrice, corticosteroidi (in caso di sintomi particolarmente intensi).

Alcuni accorgimenti utili

· Ridurre l’esposizione ai pollini (cercando di diminuire il tempo fuori casa soprattutto nelle giornate in cui sono presenti maggiori quantità di polline);
· pulire accuratamente il naso, il viso e gli indumenti in modo da eliminare eventuali tracce di polline, appena rientrati in casa;
· fare una doccia appena rientrati;
· lavare spesso tende, tappeti, lenzuola per evitare gli accumuli di polline in casa;
· non camminare in casa con le scarpe.

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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