Cos’è la fase prodromica del travaglio?

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Dopo nove lunghi mesi, gli ultimi in particolar modo magari anche un po’ stancanti, siete arrivate vicinissime alla data presunta del parto e vi sentite in qualche modo sollevate: dopotutto il periodo più lungo della gravidanza sono proprio i nove mesi di gestazione, ora manca solo il parto!

Poi, all’improvviso e senza nessun preavviso, iniziate a sentirvi strane, ad avvertire dei dolorini alla pancia, ad avere un po’ di nausea, continuate a sentire il bisogno di andare in bagno…e tutta la tranquillità e la soddisfazione di prima svaniscono in un attimo. State calme e non fatevi prendere da ansia o sconforto, perché con molta probabilità state iniziando il travaglio e quindi a breve conoscerete il vostro bambino. Ecco alcuni consigli da Supermamma su come affrontare la prima fase del travaglio, in altre parole i prodromi.

La fase prodromica, chiamata anche fase latente, è la prima parte del travaglio che porterà alla nascita del bambino: è caratterizzata dalla presenza di contrazioni, non ancora regolari e non molto dolorose, che iniziano il processo d’appiattimento e dilatazione del collo dell’utero. Il dolore si concentra sul basso ventre e talvolta anche sulla schiena in prossimità dell’osso sacro; nelle primipare (ovvero donne al primo parto) le contrazioni possono durare anche un giorno o più, mentre dal secondo parto in avanti possono essere più breve o addirittura nemmeno percepite.

Durante la fase prodromica è consigliabile rimanere a casa e cercare un modo che ci consenta di rilassarci il più possibile per essere così pronte per la fase vera e propria del travaglio: se ci si reca in ospedale con troppo anticipo, si rischia di essere rimandate a casa!
Per affrontare la fase prodromica può essere utile farsi fare un bel massaggio dal proprio partner, oppure fare un bagno caldo, in modo da rilassare il più possibile la muscolatura e alleviare un po’ le contrazioni. Quando aspettavo il mio primo figlio, ho passato l’inizio della mia fase prodromica, durata circa otto ore, nella vasca da bagno e poi ho cercato di farmi massaggiare la schiena da mio marito, alternando i massaggi a dei movimenti ondulatori di schiena e sedere, mentre ero appoggiata allo schienale del divano; io e mio marito eravamo concordi sul fatto di cercare di affrontare la maggior parte di ore di travaglio a casa (ovviamente salvo imprevisti che necessitavano l’urgenza di correre in ospedale), in modo da essere entrambi il più possibili a proprio agio, in un ambiente a noi conosciuto e che ci dava la possibilità di concentrarci al massimo sul momento che stavamo per attraversare. All’inizio della fase prodromica mi ero anche preparata una tisana da bere, sia a casa, sia in ospedale (messa in un grande thermos) che mi avevano consigliato nel mio negozio di fiducia, apposta per affrontare il travaglio (trovate tutta la descrizione all’interno del mio blog nell’articolo “L’aiuto naturale per facilitare il travaglio”).

Durante la fase prodromica potrebbe verificarsi la rottura delle membrane, in altre parole la rottura del sacco che contiene il bambino e il liquido amniotico: se il liquido che fuoriesce è quasi trasparente e caldo, potrete recarvi senza fretta in ospedale (io, ad esempio, durante la mia seconda gravidanza, ho rotto il sacco senza avere nessun tipo di contrazione e, prima di recarmi in ospedale, sono riuscita a farmi la doccia, dare la merenda al mio primo figlio, chiamare mia mamma e mia cognata per restare con il bambino mentre io e mio marito saremmo stati in ospedale); nel caso in cui il liquido fosse di colore verde (o comunque di un colore scuro – in questi casi si parla di liquido amniotico tinto) è necessario che vi rechiate in fretta in ospedale, perché vuol dire che il bambino ha fatto la cacca (meconio) mentre è nella vostra pancia e questo potrebbe comportare alcune complicazioni per lui.

Cosa molto importante che dovete ricordare, se vi sono rotte le acque e vi state recando in ospedale, è di indossare un assorbente post parto, altrimenti potreste bagnare completamente il sedile della vostra macchina!
Per evitare di andare in ospedale inutilmente ed essere rimandate a casa, o peggio ancora, essere ricoverate troppo in anticipo con il rischio di passare più tempo del dovuto in ospedale e quindi non poter affrontare la prima fase del travaglio nel calore di casa vostra, ricordatevi che non è necessario andare se avete perso il tappo e se le contrazioni non sono regolari (sia di durata, sia nella distanza una dall’altra).
Al contrario, invece, dovete recarvi in ospedale se avete circa due o tre contrazioni in dieci minuti ed ognuna di loro dura almeno un minuto, se avete perdite di sangue (ricordatevi di indossare un assorbente post parto), se avete perso le acque (ricordatevi di controllare l’orologio, perché in ospedale vi chiederanno l’ora in cui avete rotto le membrane), se sentite muovere poco il vostro bambino rispetto al suo solito.

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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