Depressione post partum e Baby Blues: cosa sono e come riconoscerli?

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Appena una donna diventa mamma e inizia a mostrare segni di cedimento la si accusa subito di essere depressa: cosa sbagliatissima perché non si deve mai aggredire in questo modo una neo mamma e soprattutto bisogna utilizzare i termini giusti quando si parla con qualcuno di una cosa così importante.

Ecco quindi un dettagliato articolo con il quale capire quali sono le condizioni o le malattie di cui una donna può soffrire dopo la nascita del suo bambino e come fare a distinguere la depressione post partum dal Baby Blues.

Infelicità, disagio e malessere psichico si manifestano in alcune mamme nel periodo successivo al parto.

Negli ultimi trent’anni si sono approfonditi i diversi aspetti in cui si manifesta questa sindrome, distinguendo sostanzialmente tre forme:

  • Post partum blues o Baby Blues;
  • Depressione post partum o puerperale;
  • Psicosi post partum.

Vediamo meglio nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Baby Blues: è una condizione caratterizzata da disturbi spesso lievi e transitori, attribuiti anche alla stanchezza materna a seguito della gravidanza e alle difficoltà psicologiche e pratiche che la cura del neonato comporta, almeno all’inizio.

La malinconia post partum o più comunemente chiamata Baby Blues riguarda più della metà delle donne e viene considerato un fenomeno normale di cui non bisogna preoccuparsi.

Di solito compare qualche giorno dopo il parto, in concomitanza con il rientro a casa. È causata da emozioni contrastanti che ci assalgono e che sfociano in un arrestabile torrente di lacrime.

Le sensazioni di forte euforia ed eccitazione dovute al fatto di aver messo al mondo un bambino saranno improvvisamente, e senza motivo, sovvertite da una crisi di pianto incontrollabile, e non sarete in grado in alcun modo a contrastare questi impulsi emotivi.

Il Baby Blues si risolve in genere spontaneamente in un paio di settimane, quando la neo mamma inizia a riprendersi fisicamente, i livelli ormonali si stabilizzano e impara ad accudire il neonato.

Il periodo del Baby Blues l’ho attraversato anche io: bastava un nonnulla per farmi scoppiare a piangere a dirotto senza riuscire a trattenermi e a smettere! Ricordo che una sera a cena, qualche giorno dopo essere tornata a casa dall’ospedale con il mio primo figlio, il bambino dormiva e finalmente io e mio marito ci eravamo seduti a tavola per mangiare; mio marito ad un certo punto mi disse “Pensa che bello, tra qualche anno anche Luca sarà seduto al tavolo con noi per cena!”: dopo quella frase sono scoppiata a piangere come se mio marito avesse detto una cosa orribile! Oppure a volte mi capitava di guardare Luca mentre dormiva nella sua carrozzina, di pensare che quel fagottino lo avevamo creato io e mio marito, che era cresciuto per nove mesi nella mia pancia: boom! Di nuovo in un fiume di lacrime!

Per fortuna il mio Baby Blues non si è trasformato poi in depressione post parto e una volta finito lo scombussolamento ormonale, le mie lacrime sono tornate a comparire solo nei momenti opportuni!

Depressione post partum: è costituita da un episodio depressivo non psicotico che inizia dopo il parto; una depressione post partum si definisce tale quando sono presenti, per la durata di almeno una settimana, sintomi di spossatezza, disturbi psicomotori, dell’appetito, del sonno, quando lo stato d’animo è dominato da angoscia, tristezza, sensi di colpa privi di una giustificazione razionale, accompagnati talora da fantasie di morte.

Psicosi post partum: appare come una grave condizione di sofferenza mentale; i sintomi di questa malattia, che determina una sconvolgente alterazione della personalità, includono allucinazioni e disgregazione della vita di relazione. E’ una condizione rara, che può rendere necessaria un’assistenza psichiatrica intensiva con il ricovero della paziente e che in qualche caso raro ed estremo può portare al suicidio.

Le possibili cause ipotizzate per lo scatenamento della depressione post partum sono molteplici, ma tutte non comprovabili scientificamente: lo sconvolgimento ormonale che avviene bruscamente subito dopo il parto, aver attraversato un parto difficile, difficoltà lavorative a causa della gravidanza, condizioni economiche disagiate, problemi nei rapporti interfamiliari, qualità della relazione con il partner.

La prima cosa molto importante da chiarire è che la depressione post partum passa: si può guarire ed esistono vari modi di curarla (rivolgendosi al proprio medico curante che vi indirizzerà ad eventuali specialisti).

Ma come si sente chi viene colpita dalla depressione post partum? Uno dei segni più frequenti è una forte malinconia, ci si sente depresse e giù di morale; ma ci si può sentire semplicemente esauste, troppo stanche per riordinare la cucina o mettere in lavatrice i panni sporchi, e non riuscite a fare altro che restare sedute con una tazza di tè in mano, pensando a quanto vi sentite orribili. Il bambino si sveglia di notte e non vuole più riaddormentarsi, piange disperato fino a che non scoppiate in lacrime anche voi, stravolte e depresse dalla responsabilità di quel fagottino. Sentirsi inadeguate, in preda all’ansia, al panico o alla tensione, diventare vittime di disordini alimentari o pensieri ossessivi, essere incapaci di concentrarsi o perdere la memoria, non provare alcun interesse nei confronti del sesso, sono alcuni dei comportamenti che vi fanno capire se soffrite o meno di depressione post partum.

I sintomi sono numerosi, ma difficilmente si manifestano tutti insieme.

Quando mettete al mondo un bambino non dovete smettere di occuparvi di voi stesse.

In gravidanza la futura mamma è al centro dell’attenzione di tutti e tutti le dicono di riposarsi; subito dopo la nascita del bambino, quando la neo mamma è dolorante ed esausta e vorrebbe maggiori attenzioni, tutto l’interesse è rivolto al nuovo arrivato.

Diventare mamma significa dire addio alla propria infanzia e assumere una serie di comportamenti e responsabilità legati al nuovo ruolo di mamma.

La gravidanza, il parto e la cura del bambino comportano un tremendo sconvolgimento fisico ed emozionale; un evento cui il corso preparto non prepara per niente.

Qualunque cosa accada, non siate troppo severe con voi stesse, e se pensate di avere bisogno d’aiuto, non esitate a chiederlo!

Nei primi due mesi dopo il parto possono verificarsi ragadi, mastiti e altri problemi al seno; a questo punto è facile arrendersi e rinunciare all’allattamento. Allattare è una questione molto delicata e le donne spesso hanno la convinzione di fallire: questa è una delle cause possibili della depressione. Se riscontrate problemi nell’allattamento rivolgetevi senza problemi ad un’ostetrica o ad un’infermiera (sempre presenti all’Asl o al nido dell’ospedale dove avete partorito) le quali vi aiuteranno e consiglieranno per risolvere il vostro problema e a proseguire serenamente nell’allattamento.

È molto importante rendersi conto che con il passare del tempo (e magari con una cura adeguata) la felicità e la normalità ritornano, ricompaiono l’apprezzamento della vita suscitato magari anche solo dopo una passeggiata, o dopo lo shopping, dopo la preparazione di una buona cena, o dopo l’uscita a cena con il proprio partner, la capacità di rilassarsi, dimenticare e dormire.

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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