La frutta nello svezzamento dei bambini

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Non ci posso credere, il tempo passa troppo in fretta, il mio bambino ha già tre mesi! Mi raccomando, fate attenzione quando lo dite in giro, specialmente alle persone un po’ più mature di voi. Scommetto che in questo momento vi starete chiedendo se sono impazzita: non preoccupatevi, sto benissimo, solo che gli appartenenti alla vecchia scuola potrebbero iniziare a dirvi che avreste addirittura già dovuto iniziare a dare al vostro bambino la frutta!

Per carità, ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma i tempi sono cambiati e non si può vivere per sempre nel passato, ma bisogna adeguarsi alle nuove linee guida. Ecco quindi alcune informazioni su quando e come introdurre la frutta nell’alimentazione del vostro bambino.

La frutta non dovrebbe mai mancare nell’alimentazione di tutti, specialmente in quella di un bambino.

All’inizio dello svezzamento la frutta è proposta al bambino sotto forma d’omogeneizzato e solitamente è molto gradita, vista la sua consistenza vellutata e priva di grumi. A svezzamento ormai ben avviato si può proporre al bambino la frutta grattugiata, frullata, spremuta oppure cotta (ovviamente il tipo di frutta varia secondo l’età del bambino).
Una delle regole da tenere ben presente durante tutto lo svezzamento è che se il bambino dovesse rifiutare un tipo di frutta (o in genere qualsiasi altro alimento), bisogna munirsi di santa pazienza, senza obbligare il bambino a mangiare e offrire più avanti lo stesso alimento e vedrete che alla fine il bambino lo apprezzerà.
Tenete inoltre ben presente che, come gli adulti, anche i bambini possono avere delle preferenze, sia in tipologia di frutto sia in consistenza (ad un bambino l’arancia potrà piacere spremuta, mentre ad un altro bambino potrà piacere mangiata a spicchi in modo da assaporarla con i propri dentini – in questo caso fate attenzione alle dimensioni dei pezzi messi in bocca).

Per grattugiare la frutta basta utilizzare una semplice grattugia; i frutti che si prestano a questo tipo di preparazione sono le mele e le pere (polpose e farinose, ma soprattutto senza i filamenti odiati dai bambini). Aggiungere qualche goccia di limone alla frutta grattugiata, oltre ad evitare che diventi nera, favorisce l’assorbimento del calcio che si trova negli alimenti.

La frutta che non può essere grattugiata, può invece essere frullata: pesche, albicocche e prugne ad esempio. La banana invece può semplicemente essere schiacciata con una forchetta. Anche in questi casi ricordatevi di aggiungere qualche goccia di limone.

Le spremute possono essere fatte con tutti gli agrumi: arance e clementine sono solitamente le preferite dai bambini. Prima di farle bere potete filtrarle con un colino per eliminare eventuali impurità che potrebbero infastidire il bambino.
Tutti e tre i miei figli, ad esempio, sono grandi bevitori di spremute, sin da piccolini: arance, clementine, mandarini, melograni e addirittura limoni! Pensate che, dopo aver scoperto un sito internet dal quale si possono acquistare arance bio direttamente dal produttore in Sicilia, acquistiamo cinquanta chili d’arance per volta…e udite udite…ci durano solamente un mese!

La frutta che si presta per la cottura sono le mele, le pere e le prugne; si possono cuocere in acqua o al vapore; una volta cotte basta eliminare la buccia e schiacciarle con la forchetta; può essere mangiata sia tiepida sia fresca da frigorifero.

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

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