Come riconoscere l’ansia, la paura e la depressione (articolo NON sponsorizzato)

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Eccomi qui a parlarvi di uno degli incontri a cui avevo partecipato a marzo di quest’anno, durante la settimana dedicata al cervello (si lo so sono in un clamoroso ritardo, scusatemi! Ma le cose da fare sono tante e il tempo, per quanto mi riguarda, è troppo poco e vola pure. Comunque questo tipo di informazioni non ha data di scadenza, quindi sono sempre utili!).
Ah, una precisazione: in questo articolo vi parlerò principalmente di ansia e paura, perché sulla depressione avevo già pubblicato ben due articoli di approfondimento (ovvero Depressione post-partum e Baby Blues: cosa sono e come riconoscerli? e Depressione post-partum nei papà).

Prima di tutto dobbiamo imparare a capire il tempo delle nostre emozioni e delle nostre sensazioni: quello che stiamo provando è legato ad una situazione del presente, del passato o del futuro?

Capirlo è molto importante perché ci aiuta ad identificare il nostro nemico (passatemi il termine): infatti, il tempo dell’ansia è il futuro, il tempo della paura è il presente, il tempo della depressione è il passato.
Vi spiego meglio: quando siamo in ansia, siamo continuamente intrappolati nel pensare a ciò che potrebbe accadere, nel pianificare ciò che dovremmo o vorremmo fare dopo, domani o dopo-domani (praticamente siamo nel futuro e nei condizionali dei “se” e dei “potrebbe”).
Al contrario quando siamo in uno stato più depressivo siamo rifugiati e a volte incastrati in un passato che rimpiangiamo e che guardiamo con nostalgia.

L’ansia è un’emozione e, in quanto tale, non è positiva e non è negativa, ma ha una funzione adattiva. Attiva il sistema nervoso in una particolare situazione, permettendoci di stare in allerta di fronte a possibili pericoli, di innalzare la nostra concentrazione e di conseguenza di migliorare le nostre prestazioni.

I sintomi che si possono avvertire nel momento in cui si è in ansia sono:

  • battito accelerato,
  • respiro accelerato,
  • sudorazione eccessiva,
  • bocca asciutta,
  • tremolio,
  • tensione muscolare,
  • insonnia,
  • vertigini,
  • capogiri,
  • irritabilità,
  • avere pensieri negativi.

Facciamo un esempio pratico:

Devo attraversare una strada particolarmente trafficata, nel momento in cui sto attraversando ho PAURA, paura di essere investito, e questa emozione mi spinge a prestare attenzione. Se invece quando sono ancora a casa iniziassi a pensare di dover attraversare la strada e di correre il rischio di essere investito, l’emozione che proverei è ANSIA, in quanto legata a qualcosa che non si sta ancora verificando e non necessariamente si verificherà.

Per far diminuire l’ansia dobbiamo cercare di passare dal pensiero all’azione. Quindi, ricollegandomi all’esempio pratico fatto poco sopra, non dobbiamo pensare che dovremo attraversare la strada, che potremo essere investiti…e pensare dunque ai se e ai ma…DOBBIAMO attraversarla. In questo modo passeremo dall’ansia alla paura, ma subito dopo ci sentiremo molto meglio perché avremo superato questo ostacolo.

Da dove viene l’ansia?

Le fonti dell’ansia sono tre:

  • genetica (quindi ereditaria)
  • ambiente (il lavoro e la scuola, ad esempio)
  • stress (che può essere basso, medio o alto)

E qui sorge una nuova domanda, ovvero: che cos’è lo STRESS?

Essere stressati significa essere sotto sforzo. I fattori scatenanti possono essere le preoccupazioni, i lutti, gli sforzi muscolari, le difficoltà familiari, le difficoltà con i colleghi (o i compagni di scuola).
I principali sintomi che può manifestare una persona sotto stress sono mal di stomaco, mal di testa e insonnia.

Ma torniamo all’ansia…perché quando l’ansia è troppa, si può trasformare in ATTACCO DI PANICO, ovvero una manifestazione d’ansia estremamente intensa, breve e transitoria, che avviene in un periodo delimitato e preciso, imprevedibile, inarrestabile e che dura circa venti minuti.

Quali sono i sintomi di un attacco di panico?

I sintomi sono gli stessi descritti poco sopra per l’ansia, ma si aggiungono anche la paura di svenire, la paura di morire, la paura di impazzire e magari le urla.

Ovviamente quello che ho scritto in questo articolo è un riassunto di quanto detto dalle dottoresse presenti all’incontro a cui ho partecipato.

Vi ricordo inoltre che queste sono informazioni solo a titolo informativo e che non devono mai in alcun modo sostituirsi al parere del vostro medico.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento potete rivolgervi alla Dottoressa Chiara Gatti presso il suo studio sito in Via Cesare Correnti n°84 a Seregno, contattandola telefonicamente, via E-mail, o tramite i suoi profili social Facebook e Instagram.

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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