Le fasce: ecco come essere comode con un bambino in braccio

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Oddio, forse aveva ragione mia mamma a dire che se tengo troppo in braccio il bambino, poi la prende come abitudine e vuole starci sempre. Ma io adesso come faccio a pulire casa e a preparare da mangiare? Ho solo due braccia e sono impegnate a tenere in braccio lui!

Spesso e volentieri i bambini, sia che si tratti di neonati sia di bambini più grandi, preferiscono stare in braccio piuttosto che nel passeggino fuori casa, nella sdraietta o sul tappeto giochi dentro casa. Mamme, non entrate in panico, la fascia portabebè è un’ottima soluzione per essere comode e soprattutto per avere le mani libere in modo da svolgere anche altre attività mentre si tiene in braccio un bambino.

Voglio iniziare questo mio articolo andando subito contro alla classica frase che la maggior parte delle nonne, o comunque delle persone “vecchio stampo”, dicono ad una neomamma, ovvero “Non tenerlo troppo in braccio altrimenti lo prende di vizio!”: ecco, chiariamo subito che non è assolutamente vero!

Tenere in braccio un bambino non vuol dire viziarlo, ma contribuisce a soddisfare un bisogno fisiologico (scientificamente dimostrato) ed il contatto mamma-bambino è molto importante; i primi sei mesi di un neonato sono chiamati esogestazionali, ovvero una gestazione all’esterno dell’utero, ed il contatto pelle a pelle (sia con la mamma, sia con il papà), la posizione fetale e il latte materno sono le cose di cui ha più bisogno un bambino.

L’utilizzo della fascia è molto comodo perché consente a chi la indossa di avere le mani libere e al bambino di mantenere una posizione fetale, riproducendo anche le condizioni uterine che richiede la fase esogestazionale.

In commercio ci sono numerosi tipi di fasce e anche di marsupi, che si diversificano tra loro per forma, materiali, misure e ovviamente prezzi: sta a voi scegliere quella più COMODA per voi e il vostro bambino.

Ma fate attenzione! In circolazione ci sono anche molti supporti NON ERGONOMICI.

Cosa vuole dire supporto ergonomico?

· Un supporto si definisce ergonomico quando rispetta la fisiologia del bambino e del suo portatore.
· Il bambino è saldamente ancorato al corpo di chi lo porta, in modo che non abbia la sensazione di cadere da un momento all’altro e chi lo porta possa muoversi liberamente senza la paura che scivoli via dalla fascia o dal marsupio.
· Il bambino non deve sembrare appeso, ma deve essere seduto con le gambe ben divaricate (assumendo una posizione a “M” o a rana), il sedere è più in basso rispetto alle ginocchia e i piedi sono paralleli al pavimento. Questo per evitare problemi alle anche, ai genitali e alla colonna vertebrale.
· I marsupi ergonomici, oltre ad avere una seduta larga circa quaranta centimetri, sono dotati di una cintura addominale che scarica il peso del bambino, oltre che sulla schiena, anche sulla vita e sulle gambe del portatore.
· La possibilità di scegliere diverse posizioni (che però variano in base all’età del bambino) è presente sia con le fasce sia con i marsupi ergonomici.
· La fascia, rispetto al marsupio, è più versatile se prendiamo in considerazione l’età del bambino da portare (considerate che il marsupio, avendo una seduta larga quaranta centimetri, impone un limite di età che va dai quattro mesi, o quantomeno dal momento in cui la distanza tra un ginocchio e l’altro del bambino in posizione seduta sia della stessa misura).

Detto ciò, un altro suggerimento che mi sento di darvi è quello di non farvi consigliare da un semplice commesso di negozio, ma di rivolgervi a qualcuno di veramente esperto in materia di Babywearing. Considerando che il supporto che acquisterete vi dovrà accompagnare per un lungo periodo [e, cosa non indifferente, ha un costo!], credo che la scelta vada fatta valutando ogni soluzione, magari con l’aiuto di una persona in grado di farvi provare i vari supporti e capire così quello che fa per voi e il vostro bambino.

 

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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