Prelievo di sangue fetale: la Cordocentesi

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Il fatto che io abbia ormai superato i trentacinque anni sembra diventato quasi un problema per questa mi gravidanza: possibile che siano necessari tutti questi esami ed ecografie?

Vivere una gravidanza prima o dopo i trentacinque anni, a livello medico, può comportare delle differenze e porta ad affrontare esami diversi anche se noi siamo sempre le stesse e non ci siano insorte malattie tra un periodo e l’altro.
Ma vediamo bene nel dettaglio a cosa potremmo andare incontro dopo il superamento di questa fatidica età: oggi parliamo della Cordocentesi.

Questo articolo non intende sostituirsi ai consigli del medico curante, ma offrirsi come approfondimento per quelle persone che desiderano comprendere meglio la loro condizione fisica.
Prima di sottoporsi a qualsiasi cura è opportuno consultare sempre il proprio medico.

Che cos’è?

La cordocentesi è una procedura diagnostica invasiva, ed è anche conosciuta come prelievo di sangue fetale o funicolocentesi: sotto controllo ecografico (per verificare la posizione della placenta) viene prelevato circa 1-3 ml di sangue fetale dal cordone ombelicale del bambino, con il fine di diagnosticare la Sindrome di Down, la presenza di disturbi genetici e malattie del sangue.

Quando viene prescritta?

La cordocentesi viene eseguita dopo la diciottesima settimana di gravidanza, tipicamente tra la ventesima e la ventiduesima settimana e può essere utilizzata anche per verificare sospette infezioni come rosolia, toxoplasmosi, citomegalovirus, o per controllare l’emocromo su un bambino per il quale si sospetta il rischio di anemia. Questa procedura rappresenta un prezioso strumento per apportare terapie intravascolari al feto.
La cordocentesi è una procedura estremamente complessa che non viene effettata in tutti gli ospedali e da tutti i medici. La maggiore invasività della cordocentesi rispetto alle altre metodiche di diagnosi prenatale diretta, ne consiglia l’esecuzione in regime di day-hospital; in alternativa, la procedura può essere eseguita anche in regime ambulatoriale, a condizione che siano prontamente disponibili presidi terapeutici complessi. I risultati sono pronti in circa settantadue ore.

Ci sono dei rischi?

Il rischio di aborto è pari all’1-2 per cento. L’esame non è doloroso, (non sono riportati rischi materni legati alla procedura), la sensazione avvertita è simile a quella di un’iniezione intramuscolare. Dopo il prelievo è consigliato un giorno di riposo e, successivamente, la graduale ripresa delle attività astenendosi dall’effettuare viaggi, lavori pesanti, attività sessuale per circa una settimana. La cordocentesi è un esame gratuito se eseguito per rischio genetico documentato o per età materna superiore a 35 anni.

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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