La scarlattina è una malattia infettiva?

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Aiuto! Sono incinta e il mio primo figlio si è ammalato: la pediatra ha detto che è scarlattina! Io non ho la minima idea di cosa sia questa malattia, non so se l’ho fatta da piccola e non so se è pericolosa nel mio stato.

Le paure di una mamma possono amplificarsi nel momento in cui si trova di fronte ad una malattia del proprio figlio e peggio ancora se, nello stesso tempo, lei è nuovamente in dolce attesa. La cos importante, come sempre, è mantenere la calma, informarsi e fare tutte le domande che frullano per la testa, anche se in quel momento possono sembrare stupide.

Questo articolo non intende sostituirsi ai consigli del medico curante, ma offrirsi come approfondimento per quelle persone che desiderano comprendere meglio la loro condizione fisica.
Prima di sottoporsi a qualsiasi cura è opportuno consultare sempre il proprio medico.

Che cos’è la scarlattina?

È una malattia infettiva esantematica caratteristica dell’età pediatrica (dai cinque ai quindici anni, ma può colpire anche gli adulti), provocata da uno streptococco e non da un virus, ora molto meno diffusa (probabilmente a seguito dell’utilizzo degli antibiotici).
Incuba per 2/8 giorni e si manifesta con febbre elevata, cefalea, tachicardia, vomito, angina, lingua color lampone (da qui il nome della malattia). L’esantema compare dopo qualche giorno e si estende per tutto il corpo soltanto per uno o due giorni, poi si attenua e scompare lasciando sulla pelle squame forforose.

Come si cura?

La terapia generica è riposo e digiuno.
Non esiste un vaccino, ma può essere trattata efficacemente tramite la somministrazione di antibiotici; ripetere la malattia è possibile, ma raro.

E’ una malattia contagiosa?

Colpisce principalmente in autunno ed inverno e nel corso degli anni ha avuto un’incidenza sempre minore, probabilmente per l’uso di antibiotici cui lo streptococco è sensibile.
Il batterio responsabile della scarlattina è molto resistente alle condizioni ambientali (come temperatura ed umidità) e si trasmette prevalentemente per via aerea attraverso la saliva, ma resiste a lungo anche su oggetti di uso quotidiano come le stoviglie, i vestiti, gli asciugamani, i libri e i giocattoli dei bambini infetti.
È quindi capace di propagarsi per contatto attraverso le secrezioni delle vie aeree, ma sono stati riportati casi di contagio attraverso cibo infetto o infezioni cutanee.
In assenza di un’adeguata terapia antibiotica, che azzera dopo 24-48 ore la contagiosità, il rischio di trasmettere l’infezione permane per tutta la durata della malattia (per due o tre settimane dopo la comparsa dei sintomi).

E’ pericolosa per le donne in gravidanza?

La scarlattina in gravidanza non provoca malformazioni fetali e l’eventuale contagio al momento del parto, per contatto con una possibile colonizzazione vaginale, è decisamente poco probabile anche se non impossibile.
Esiste invece un rischio di parto pretermine, anche in questo caso solo se l’infezione colpisce anche il tratto vaginale.
In generale quindi si consiglia di evitare inutili esposizioni al contagio, ma non è necessario allarmarsi in caso di infezione o contatto con pazienti con scarlattina; è comunque bene informare il proprio ginecologo per valutare con lui un eventuale tampone vaginale e/o una copertura antibiotica.

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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