L’identikit degli allergeni alimentari più comuni

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Nel momento in cui diffondi la notizia che sei diventata allergica ad alcuni alimenti è come se tu avessi lanciato una puzzola in una stanza chiusa e affollata: il panico (non tuo ma di tutti gli altri). Gente, calma e sangue freddo: la persona con il “problema” sono io e non voi!

E non mangiare questo, e non bere quello, e non usare questa farina, e e e…STOP! Ho una testa e solitamente la uso prima di fare o non fare determinate scelte. Quindi, grazie a tutti e chiudo l’aiuto del pubblico; ho già utilizzato (con successo) la telefonata da casa (del mio allergologo di fiducia).

Vi ricordo che queste sono informazioni solo a titolo informativo e che non devono mai in alcun modo sostituirsi al parere del pediatra o del medico.

Prima di tutto si deve capire bene la differenza tra allergia e intolleranza alimentare.

Nell’allergia la persona reagisce in un arco di tempo che può andare da pochi minuti a ventiquattr’ore; la reazione può essere grave anche quando si è consumata solo una piccola dose di alimento o bevanda.
Le intolleranze sono provocate dall’accumulo degli effetti di un cibo in un periodo di giorni interi; oppure può essere necessario che l’alimento venga assunto in forti quantità prima che i sintomi compaiano chiaramente. In genere le intolleranze sono provocate dai cibi che mangiamo con molta frequenza, come grano, latte, lievito e uova. Nell’intolleranza alimentare in genere i sintomi non sono costanti, ed è più facile riacquistare la tolleranza.

Ma vediamo insieme alcuni cibi che più frequentemente causano intolleranze o allergie.

Latte:

il latte di mucca ha circa il triplo di proteine rispetto al latte materno, e in genere sono le proteine a provocare la reazione allergica. Molti neonati sono sensibili al latte vaccino, e molti dei problemi che spesso si manifestano (eczema e coliche ad esempio) possono essere imputati ad un’intolleranza o alle proteine del latte o al lattosio (zucchero presente nel latte). Altro motivo che può rendere ipersensibili al latte vaccino è il fatto che ai bovini vengono somministrati antibiotici, e anche ormoni, ed è possibile che si manifesti una reazione a queste sostanze. Le persone che non tollerano il latte di mucca possono provare ad assumere il latte di capra o di pecora o di asina. Se si elimina dalla propria alimentazione il latte vaccino, si deve valutare di eliminare anche i suoi derivati, quali yogurt, formaggi, burro, gelato, ecc., nel caso in cui i sintomi dell’intolleranza continuassero.

Soia:

alcuni bambini allergici al latte vaccino lo diventano anche alla soia, in quanto il latte che si ricava per spremitura dai suoi semi è spesso usato come alternativa anallergica al latte. Non bisogna dimenticare, inoltre, che alcuni componenti della soia, quali la lecitina e gli idrolizzati proteici, sono ampiamente utilizzati come additivi alimentari e possono quindi rendere pericoloso il consumo degli alimenti a cui vengono aggiunti.

Cereali:

fra i cereali l’allergene più comune è il grano. In alcuni casi le reazioni possono essere dovute agli spray antimuffa sparsi prima della raccolta, poi ci sono gli additivi artificiali che i panettieri usano a volte prima della cottura. A volte è difficile cogliere la differenza fra una ipersensibilità al grano e quella al glutine. Il glutine è la principale proteina del grano, ma è presente anche nella segale e nell’orzo e nell’avena. Quindi una persona ipersensibile al grano deve evitare il grano in tutte le sue forme, ma può essere in grado di mangiare segale, orzo e avena; chi è ipersensibile al glutine deve evitare grano, orzo, segale e avena, ma dovrebbe tollerare questi cereali se il glutine viene eliminato.

Semi:

come, ad esempio, quelli di sesamo e di senape.

Caffeina:

la sensibilità alla caffeina non è tanto un’allergia, quanto una scarsa tolleranza alla tossicità della caffeina, che è un vero e proprio farmaco molto potente. Si trova naturalmente nel caffè, nel tè e nel cioccolato, e viene aggiunta alle bevande come la cola e ad alcuni medicinali da banco, in genere analgesici. La caffeina agisce rapidamente sul sistema nervoso centrale e dà un’immediata carica di energia: ecco spiegato il motivo per cui da assuefazione. Purtroppo quando l’effetto svanisce molte persone diventano tese, nervose, stanche, esaurite, e se il consumo quotidiano continua ad aumentare possono anche cominciare a dimagrire; anche l’insonnia è un effetto collaterale. I medici pensano che i forti bevitori di caffè siano più esposti al rischio di attacchi di cuore e di altre malattie gravi; per questi soggetti è anche molto difficile smettere di fumare.

Uova:

il tuorlo e l’albume hanno una diversa composizione chimica e quindi andrebbero considerati separatamente, anche se alcuni soggetti non sono in grado di tollerare ne l’uno ne l’altro.
Il bianco dell’uovo, o albume, è la parte più proteica ed è il colpevole più probabile. Come succede per il latte, le uova riscaldate a una certa temperatura perdono alcune delle loro proprietà allergiche; quindi le uova sode, o quelle usate nei dolci, possono essere tollerate anche da chi in genere non le sopporta.

Pesce:

è possibile essere ipersensibili al pesce, e alcuni lo sopportano solo quando è assolutamente fresco. I molluschi rientrano in un’altra categoria e sono anch’essi una causa frequente di allergia.

Cioccolato:

è un allergene molto diffuso per diverse ragioni: contiene caffeina, che è uno stimolante, tiratina e feniletilamina, che sono spesso imputate negli attacchi di emicrania. Alcune persone ipersensibili al cioccolato reagiscono agli allergeni contenuti nel chicco intero di cacao, quindi potrebbero tollerare il cioccolato bianco, se non sono sensibili a qualcuno dei suoi ingredienti (burro di cacao, latte, zucchero, vaniglia, grasso vegetale ed emulsionante). Un’alternativa al cioccolato sono le tavolette di carruba: il baccello delle carrube è molto diverso dal cacao e in genere è ben tollerato.

Arachidi:

non sono nocciole, ma appartengono alla famiglia delle leguminose, come piselli, fagioli e lenticchie.

Agrumi:

arance, limoni, lime, mandarini, pompelmi, ecc.. Le arance di solito sono gli indiziati più probabili perché ne consumiamo in quantità maggiori rispetto agli altri.

Zucchero:

lo zucchero di canna appartiene alla famiglia delle Graminacee; lo zucchero di barbabietola è nella stessa famiglia degli spinaci; il fruttosio è lo zucchero della frutta; il lattosio è lo zucchero del latte; glucosio e destrosio si possono ottenere industrialmente con l’idrolisi dei cereali.

Miele:

i vati tipi di miele sono diversi fra loro, a seconda del luogo in cui le api vanno a raccogliere il nettare. Per esempio una persona allergica alla arance può reagire al miele di fior d’arancio. Molti tollerano il miele di acacia.

Bevande alcoliche:

alcune persone possono essere allergiche all’alcool in se stesso, mentre altre agli ingredienti contenuti.

Birra:

la birra è fatta con il luppolo, ma contiene anche altri ingredienti fra cui mais, grano, orzo, segale e lievito.

 

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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