Episiotomia: cos’è?

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Episiotomia…questa sconosciuta!

Molte neo mamme nemmeno conoscono questo termine, io stessa non ne avevo mai sentito parlare e sinceramente io sono dell’idea che certe cose si debbano sapere in anticipo, anche se poi non sarà una nostra scelta decidere se farle o meno, ma almeno saremo pronte psicologicamente per affrontarle.

E’ un’operazione, un taglietto, semplice e veloce che aiuta (e non poco, credetemi!) la mamma durante la fase espulsiva del bambino nel caso questa dovesse diventare troppo lunga e sofferente per il bambino stesso.

Durante la mia prima gravidanza, essendo molto inesperta su tutti i fronti, mi sono informata su parecchie cose in modo da arrivare preparata soprattutto al momento del parto, documentandomi su tutte le possibilità che si sarebbero potute verificare durante quel momento.

Premetto che sia io sia mio marito eravamo concordi sin da subito sul fatto di tentare di affrontare un parto il più naturale possibile, ma eravamo in ogni modo consapevoli che se si fossero verificate situazioni difficoltose per il bambino o per me, ci saremmo adattati al volere di ostetriche e ginecologo per evitare problemi più o meno gravi.

Nelle mie letture mi sono imbattuta in questo termine: episiotomia…ed ho così scoperto che, nonostante il suo nome un po’ strano, è una cosa molto semplice che può aiutare sia la mamma sia il bambino durante il passaggio attraverso la vagina ed evitare così lacerazioni troppo estese.

A me l’hanno eseguita durante il mio primo parto: il mio bimbo aveva passato tutta la gravidanza con la sua mano sulla testa (tanto che la mia ginecologa sorrideva durante ogni ecografia dicendo che era un tipo pensieroso!)…peccato che è voluto nascere sempre con la sua mano sulla sua testa! Nonostante io fossi dilatata di 10 centimetri, lui non riusciva ad uscire in quella posizione e purtroppo l’ostetrica iniziava a rilevare un rallentamento del suo battito cardiaco, così decise di eseguire l’episiotomia per facilitare l’uscita del mio bimbo e se non fosse riuscito ad uscire in quel modo, avrebbero dovuto portarmi in sala operatoria per effettuare un taglio cesareo. Per fortuna il mio bimbo è riuscito ad uscire…anche se ci ha messo ben 2 ore in fase espulsiva!

Ma vediamo bene di cosa si tratta.

E’ una piccola incisione praticata verso il basso, in direzione obliqua, dalla vagina e dal perineo, lungo la muscolatura ed è effettuata sotto anestesia.

Può essere utile praticarla in caso di:

  • Parto d’urgenza a causa di sofferenza del bimbo;
  • Bambino molto grosso;
  • Proteggere la testa del bambino durante parto prematuro;
  • Contrazione del perineo;
  • Utilizzo di forcipe o ventosa.

Dopo il parto e l’espulsione della placenta il ginecologo provvederà ad effettuare una sutura, previa ulteriore anestesia (ma nonostante ciò non nego che sentirete lo stesso un po’ di dolore, soprattutto se il ginecologo non avrà una mano molto delicata).

I punti di sutura che vengono applicati di solito si riassorbono da soli e non devono essere tolti.

Dopo qualche giorno potreste riscontrare dolore, fastidio e prurito, ma non preoccupatevi, è normale. Io ho trovato sollievo con una crema molto grassa a base di vitamina E (Vea Lipogel) che applicavo dopo ogni lavaggio (preciso che non sto facendo pubblicità al prodotto).

A seguito di un’episiotomia potreste riscontrare un po’ di fastidio o di dolore durante i primi rapporti sessuali dopo il parto; anche in questo caso, sotto consiglio della mia ginecologa, utilizzavo l’olio o il lipogel (sempre della Vea) applicandolo per lubrificare la zona prima del rapporto.

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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