Quando nasce un bambino: cosa fare o non fare.

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Alla fine della gravidanza non vedi l’ora che il tuo bambino nasca e quando è ormai nato non vedi l’ora di tornare a casa per iniziare finalmente la vita a tre! Ma il panico, lo stress e a volte anche la rabbia potrebbero essere alla porta ad aspettarti.

Si, parlo anche per esperienza personale, perché nel momento in cui il tuo bambino è nato, sono nate anche decine di “mamme” subito pronte a dispensare consigli alla nuova neomamma, mettendole ansie, paure e stress altamente inutili! Ecco quindi cosa fare e cosa non fare quando una donna diventa mamma.

Niente consigli non richiesti e soprattutto se proprio dovete dare un consiglio ricordate che “se detto una volta è un consiglio, ma se già è detto due volte diventa intromissione”!

Una delle cose che mi dava ai nervi, ad esempio, quando arrivò il caldo e il mio primo figlio non ne voleva sapere di bere l’acqua dal biberon: ovviamente tutte le donne del parentado mi davano addosso dicendomi che dovevo assolutamente farlo bere; detto una volta, detto due volte, detto tre volte, poi non ce la feci più e risposi di botto che avevo capito e che non c’era bisogno di continuare a parlarne: la pediatra mi aveva già rassicurata dicendomi che se il bambino non voleva l’acqua non dovevo preoccuparmi, che non sarebbe sicuramente morto di sete visto che la pappa e la frutta contengono anch’esse acqua, e che se il bambino avesse avuto davvero sete avrebbe bevuto tranquillamente.

Chiunque sia anche solo leggermente raffreddato non deve avvicinarsi al neonato e deve lavarsi le mani prima di prendere in braccio il neonato: purtroppo a volte certe persone danno per scontate molte cose e non pensano che un semplice raffreddore possa diventare molto problematico per un neonato; spesso mi sono trovata a dover anticipare delle visite con dei messaggi in cui andavo a dire esplicitamente di non venire a trovarci a casa se non perfettamente in salute per evitare contagi di qualsiasi tipo, specialmente per virus o malattie portate da altri bambini.

Quando il bambino dorme nessuno lo deve svegliare, nemmeno i nonni o altri parenti: quando loro se vanno a casa poi è un problema della mamma doverlo gestire e se non ha dormito bene sarà arrabbiato e intrattabile! Questo è un classico, specialmente per quei parenti che non vedete spesso e vengono in occasioni particolari come la nascita di un bambino: con la scusa che non torneranno presto a trovarvi, vogliono a tutti i costi spupazzarsi il fagottino in quel momento, senza pensare minimamente che magari il bambino vuole godersi il suo sonnellino e specialmente la mamma vorrebbe approfittarne per rilassarvi un po’ e magari scambiare anche quattro chiacchiere con loro per svagarsi un attimo prima del risveglio del bambino e ritornare quindi al tram tram ormai quotidiano.

Se il bambino piange ci pensa la mamma a risolvere il suo problema: non è detto che abbia per forza fame, magari è solo infastidito dal caos e vuole conforto dalla mamma: anche in questo caso non fatevi problemi a dire apertamente che è meglio se prendete in braccio voi il bambino, specialmente se vedete che il bimbo in braccio ad altre persone piange ancora di più!

Niente commenti su peso e facce stanche: non è ancora il momento di scherzare su queste cose. A me sinceramente non importava affatto di essere con chili di troppo e di risultare poco presentabile a causa della stanchezza e del poco tempo che potevo dedicare a me stessa nelle prime settimane dopo il parto: dopotutto ero una neomamma, mica dovevo andare a sfilare e nemmeno dovevo ricevere a casa la Regine Elisabetta!
Non mettere ansie alla neomamma, soprattutto sul fatto che il bambino mangi o meno abbastanza, specialmente se allattato al seno dalla mamma: ci pensa la pediatra a seguire il bambino nella crescita di peso. Questa cosa mi ha sempre dato molto fastidio, ed è un problema che scaturisce spesso da nonne e zie, che avendo il più delle volte una mentalità di altri tempi, vogliono a tutti i costi dire la loro in base alla loro esperienza, che non capiscono che ormai è più che superata. Qualunque consiglio necessitiate inerente all’allattamento al seno chiedetelo alla vostra pediatra o meglio ancora ad una esperta in allattamento (come una ostetrica o un’infermiera pediatrica presenti all’Asl).

Non baciare il neonato su viso e mani: le difese immunitarie sono ancora deboli! E soprattutto non fumare vicino al bambino e non avvicinarsi a lui nemmeno dopo aver fumato perché il fumo persiste ancora per mezz’ora; poi ricordarsi di lavare bene le mani dopo aver fumato!

Prima di prendere in braccio il bambino chiedere il permesso alla mamma e non prenderlo per forza: all’inizio il distacco anche solo momentaneo può essere traumatico per entrambi!
Avvisare prima di presentarsi a casa, specialmente nei primi giorni dopo le dimissioni dall’ospedale: vale sia per gli amici sia per i parenti! Ricordo che dopo la nascita della mia seconda figlia e del mio terzo figlio, il giorno dopo aver partorito, ho sperato che tutti i parenti e amici che volevano vedere il nuovo arrivato, arrivassero nei giorni di degenza in ospedale, così da “togliermi il pensiero” in una volta, evitando magari un’interminabile processione di visite nei giorni successivi a casa. In ospedale almeno, finito l’orario di visite, ci pensavano le infermiere a liquidare tutti!

Se proprio volete essere d’aiuto, chiedete alla mamma che cosa potete fare: sarà lei a dirvi se gradisce un aiuto in casa o eventualmente con il bambino.

Tutti si offrono per dare una mano, peccato che il più delle volte, vogliano occuparsi del bambino che magari in quel momento sta anche dormendo oppure è sveglio ma tranquillo nella sua carrozzina; l’ideale di aiuto invece di solito è sistemare magari la cucina che è sottosopra, oppure il bagno da riordinare: insomma, un aiuto pratico su cose che in quel momento la mamma non ha ne tempo ne voglia di fare!

Finito…Grazie per aver letto i miei appunti, FEDERICA!

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