Rosolia e gravidanza

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La maggior parte delle malattie infettive, una volta contratte, danno un’immunità permanente. Il problema sorge nel momento in cui non si è sicuri di aver già contratto o meno una malattia, specialmente se il dubbio sorge durante il periodo della gravidanza.

Partendo dal presupposto che l’informazione è alla base di tutto, oggi voglio parlarvi nel dettaglio della rosolia, una malattia che specialmente tutte le donne devono imparare a conoscere bene.

Questo articolo non intende sostituirsi ai consigli del medico curante, ma offrirsi come approfondimento per quelle persone che desiderano comprendere meglio la loro condizione fisica.
Prima di sottoporsi a qualsiasi cura è opportuno consultare sempre il proprio medico.

Che cos’è la rosolia?

È una malattia infettiva virale (come morbillo, varicella e pertosse) che incuba per 2/3 settimane e il paziente è contagioso da sette giorni prima della comparsa dell’esantema ad otto giorni dopo.

E’ contagiosa?

Il virus della Rosolia si trasmette da persona a persona attraverso la via respiratoria (piccole gocce di saliva o secrezioni respiratorie del soggetto malato, immesse nell’aria con la tosse, gli starnuti o semplicemente parlando) oppure da madre a figlio durante la gravidanza.

Come si manifesta?

Si manifesta con febbre, rinofaringite, ingrossamento delle ghiandole linfatiche. Successivamente compare l’esantema: dapprima sul viso, poi sul tronco e sugli arti. Colpisce sia i bambini sia gli adulti. La terapia generica consiste nel riposo a letto. L’immunità acquisita, dopo aver contratto la malattia, è permanente.
La rosolia è una delle malattie che comportano la denuncia obbligatoria alle autorità sanitarie.

E’ pericolosa per le donne in gravidanza?

Di solito benigna per i bambini, diventa pericolosa durante la gravidanza perché può portare gravi conseguenze al feto. In un numero elevato di casi, i sintomi della rosolia possono passare inosservati, un fatto pericoloso nel caso che la malattia venga contratta da una donna incinta. La rosolia presenta infatti alti rischi per il feto, soprattutto se la madre contrae la malattia nel primo trimestre della gravidanza quando l’infezione può generare un aborto spontaneo, morte intra-uterina o gravi malformazioni fetali (sindrome della rosolia congenita). Le più comuni e gravi manifestazioni della rosolia congenita sono i difetti della vista, la sordità, le malformazioni cardiache e il ritardo mentale nel neonato.
È possibile verificare l’immunità della madre alla rosolia con il rubeotest, da eseguire prima dell’avvio della gravidanza. Tutte le donne in età fertile dovrebbero essere a conoscenza del proprio stato immunitario verso la rosolia e vaccinarsi prima di un’eventuale gravidanza. Se una donna ha in programma una gravidanza, dovrà attendere tre mesi dopo la vaccinazione antirosolia.

Esiste un vaccino?

Per prevenire la malattia, il miglior modo è la vaccinazione. Il vaccino anti-rosolia è reperibile sia in forma monovalente che combinata con morbillo e parotite (vaccino trivalente MPR).
La vaccinazione anti-rosolia è controindicata nelle donne in stato interessante o con immunodeficienza.

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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