Dimissioni dall’ospedale per mamma e neonato

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Aiuto! Domani io e il mio bambino dobbiamo tornare a casa, ma ho una paura folle di non essere in grado a gestire tutto quanto: io sono ancora dolorante per il parto, la casa, cucinare, ma soprattutto lui, il mio frugoletto piccolo e indifeso!

Un neonato, specialmente durante i primi giorni, necessita sicuramente di molte attenzioni, ed una neomamma, soprattutto se al primo figlio, può essere catturata dalla paura e dall’ansia di sbagliare, o dimenticare qualche cosa di “vitale importanza” per il piccolino. Mantenete la calma e fate un respiro profondo: siete sicuramente delle bravissime mamme e i vostri figli hanno solo bisogno della vostra presenza e della vostra serenità.

Tutto il resto verrà da sé, vedrete!

Le dimissioni dall’ospedale della mamma coincidono di norma con le dimissioni del suo bambino. In genere questo avviene in terza giornata di puerperio, a prescindere dal fatto che sia o meno arrivata la montata lattea e che il bambino abbia iniziato o meno ad acquisire peso.
Dopo la visita, eseguita del ginecologo per valutare lo stato clinico della neomamma, sarà rilasciata una lettera di dimissione nella quale sarà prescritta l’eventuale terapia medica da proseguire a casa. Al momento delle dimissioni del neonato, sarà consegnata una scheda che riporta i dati relativi alla nascita del bambino, gli esami eventualmente eseguiti durante la permanenza in ospedale e le indicazioni per i controlli successivi.

Nelle ore e nei giorni immediatamente successivi alla nascita, mamma e bambino vengono sottoposti ad una serie di controlli.

Per la mamma è previsto un monitoraggio di circa due ore subito dopo il parto, visite quotidiane e un check-up finale poco prima delle dimissioni dall’ospedale. Anche i parametri del neonato vengono controllati nel dopo parto e per tutti i giorni di degenza. Mentre il bambino è in ospedale, vengono eseguiti anche una serie d’accertamenti, come gli screening per alcune malattie genetiche, il test dell’udito, il prelievo di sangue dal tallone.

Vediamo meglio nel dettaglio di cosa si tratta.

Per la mamma:

– valutazione del fondo dell’utero mediante palpazione dell’addome: può essere effettuato sia dall’ostetrica sia dal medico e serve per stabilire se l’utero sta regredendo per tornare progressivamente alla sua dimensione originaria;
– misurazione della temperatura allo scopo di individuare tempestivamente la comparsa d’infezioni;
– palpazione del seno per rilevare un’eventuale tensione, che segnala l’imminenza della montata lattea;
– controllo e disinfezione della ferita, in caso d’episiotomia, di lacerazioni spontanee, di taglio cesareo;
– visita ginecologica, la quale viene eseguita alle dimissioni.

Per il bambino:

– punteggio di Apgar, che viene effettuato dopo la nascita per stabilire la condizione generale del bambino (nella sezione “Parto e Post parto” del mio blog trovate l’articolo “Che cos’è l’Indice di Apgar?” che spiega nel dettaglio di cosa si tratta);
– controllo giornaliero del peso, poiché il bambino nei primi giorni dopo la nascita va incontro a un calo ponderale fisiologico (perdita di peso) che però, se tutto va bene, non dovrebbe superare il 7-10 per cento del suo peso alla nascita;
– controllo dell’ittero fisiologico, manifestazione che in genere compare tra il secondo e il quarto giorno dopo il parto (nella sezione “Parto e Post parto” del mio blog trovate l’articolo “Itterizia: che cos’è?” che spiega nel dettaglio di cosa si tratta);
– manovra di Ortolani, che consente di escludere la presenza di una displasia dell’anca, un difetto congenito caratterizzato dall’incapacità della testa del femore di rimanere nella sua nicchia naturale, detta “acetabolo”;
– esami di screening: sono controlli condotti su una goccia di sangue del bambino, prelevata generalmente da un capillare del tallone (ecco perché potreste trovare un cerotto su uno dei piedi del bambino). Consentono di individuare immediatamente dopo la nascita alcune malattie congenite e fortunatamente rare che, se scoperte, quindi curate in modo appropriato e tempestivo, possono avere conseguenze limitate e consentire al bambino uno sviluppo normale;
– test dell’udito, che viene effettuato poco prima della dimissione allo scopo di individuare tempestivamente un eventuale problema di sordità. L’esame si chiama “delle emissioni otoacustiche” e se fornisce un risultato che lascia adito a dubbi, vengono prescritti altri controlli (non è necessario preoccuparsi poiché può capitare che, in ospedale, il bambino possa avere ancore dei residui di liquido amniotico nelle orecchie, il quale ostacola la corretta esecuzione dell’esame);
– visita di dimissione, che viene effettuata quando arriva il momento di tornare a casa; durante questo controllo viene valutato lo stato di salute generale del bambino e il pediatra da ulteriori suggerimenti su allattamento e cura del bambino.

Dopo la dimissione, se si hanno dubbi o problemi sull’allattamento o sulla cura del bambino, si può chiamare il reparto di maternità dell’ospedale in cui si è partorito, dove in genere c’è un numero dedicato a questo tipo di consulenze.

Nell’ospedale in cui ho partorito io, per tutte e tre le volte, mi sono sempre trovata molto bene, sia con le ostetriche, sia con le infermiere, sia con i medici. Durante la degenza ho cercato di esporre tutte le domande e i dubbi che mi venivano in mente: specialmente con Luca, visto che era il mio primo figlio e non avevo MAI (ma proprio MAI!) nemmeno preso in braccio un bambino fino a quel momento!
Dopo il ritorno a casa, ho chiamato due volte la nursery dell’ospedale: la prima volta con Luca, nel momento in cui siamo “entrati nel mondo delle colichette”; la seconda volta con Alessandro, perché durante la sua gravidanza sono diventata asmatica, ma non avendo ancora definito tutti gli accertamenti e non avendo quindi ancora una cura definitiva, volevo essere sicura che i farmaci che avrei dovuto prendere, non facessero male ad Alessandro (in quel momento ero in preda ad un attacco d’asma ed ero in casa da sola con tutti e tre i bambini…non vi dico che panico!).

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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