Come preparare il mio “lui” a diventare papa’

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Sicuramente la donna vive più intensamente, rispetto all’uomo, il periodo della gravidanza, soprattutto per il fatto che vive in prima persona milioni di cambiamenti.

Fortunatamente, negli ultimi anni, i papà sono più presenti e soprattutto più attivi sia nel periodo della gravidanza, sia poi nella gestione dei bambini. Ma cosa dovrebbe fare un futuro papà per essere un bravo papà?

Ovviamente non esiste un vangelo di cose che un uomo deve fare o non deve fare per diventare un bravo papà, ma potrebbe seguire alcuni consigli e fare del suo meglio in base alle proprie capacità e al proprio istinto per essere il papà migliore per il suo bambino.
Durante la gravidanza una donna legge libri e manuali su gravidanza e bambini, si prepara a rivoluzionare la casa in vista dell’arrivo del bebè sfogliando riviste d’arredamento, stila liste di cose che potrebbero essere utili nella gestione del bambino in modo da essere pronta nel caso in cui qualche parente o amico le chiedesse cosa regalare al bambino per la sua nascita, prepara la borsa per l’ospedale, fa shopping per lei ed il bambino; il futuro papà di solito non si occupa di queste cosa, o perché non particolarmente interessato, o perché gli viene letteralmente vietato!

Gli uomini non hanno nulla di tangibile

Anche per il futuro papà questo potrebbe essere un evento destabilizzante, pieno di cambiamenti: in primis deve fare i conti con il fatto che a breve non esisterà più la vita di coppia e che lui non sarà più al centro delle attenzioni della sua compagna, specialmente nel primo periodo post parto, quando la sua compagna sarà alle prese magari con l’allattamento e a trovare un giusto equilibrio durante la giornata nella gestione del nuovo arrivato

Specialmente nelle prime settimane gli uomini non hanno nulla di tangibile con cui relazionarsi; fino a quando il bambino non risulterà visibile dall’ecografia o non ne sentiranno i movimenti all’interno della pancia della mamma ponendo sopra la loro mano, il partner potrebbe trovare difficile sentirsi particolarmente coinvolto.

Possiamo trovare diverse tipologie di papà: quello attivo che, non appena scopre che diventerà papà, inizia subito a prepararsi e a preparare anche la casa in vista del futuro evento, facendo diventare tutto a prova di bambino; quello assente, un po’ vecchio stampo direi io, che pensa che la gravidanza sia solo una cosa da donne e quindi prosegue con la sua vita tra casa e lavoro, senza preoccuparsi più di tanto; quello ansioso, (e qui ci metterei il mio dolce marito!) che non appena scopre che diventerà papà inizia ad avere mille ansie per la salute della moglie e del bambino, per le mille cose da pensare e da fare in previsione della nascita del bebè e che magari va un po’ in panico nel momento in cui la moglie gli comunica che devono recarsi in ospedale perché con molta probabilità il bambino ha deciso di nascere con qualche giorno di anticipo! La cosa principale che deve fare un futuro papà è supportare sempre la propria compagna in modo da farla sentire sicura, serena e tranquilla nel suo ruolo, sia in gravidanza, sia durante il parto, sia durante l’allattamento, sia durante il periodo della cura del bambino: questo servirà tantissimo per evitare inutili ansie che potrebbero portare la mamma verso la depressione. Nel nostro caso si può dire che sono stata io a rassicurare mio marito: prima di rimanere incinta pensavo che durante la gravidanza sarei stata super apprensiva e preoccupata: invece durante tutte e tre le mie gravidanze sono sempre stata tranquilla e non mi preoccupava nemmeno pensare al momento del parto; al contrario, mio marito, specialmente mentre aspettavamo il nostro primo figlio, era preoccupato di non essere capace di prenderlo in braccio, cambiarlo e fargli il bagnetto!

Mai fare paragoni con altre mamme per quanto riguarda chili presi durante la gravidanza, quanto tempo hanno impiegato a partorire, per quanto tempo hanno allattato: ogni donna è diversa e la gravidanza non è una gara da vincere.

Cercate di condividere ogni momento, dalle cose che per voi possono sembrare banali (per la vostra compagna potrebbe non essere così), alle cose importanti, dalla scelta del corredino per il vostro bambino, alla vostra presenza in sala parto nel momento in cui nascerà il bambino. Durante la mia prima gravidanza ho sempre detto a mio marito che mi avrebbe fatto molto piacere e che mi sarebbe stato di molto aiuto se lui fosse stato con me in sala parto; ovviamente non volevo obbligarlo e gli dissi che doveva farlo solo se se la sentiva veramente (molti uomini magari non sopportano la vista del sangue o cose del genere); il pensiero di dover affrontare ore ed ore di travaglio da sola e soprattutto il pensiero di vedere per la prima volta il nostro bambino da sola, quasi mi spaventava. Per fortuna mio marito mi è stato accanto durante tutti e tre i miei parti e devo dire che per me è stato un enorme aiuto fisico e psicologico: mi ha tenuto la mano durante il parto e durante il periodo in cui il ginecologo mi metteva i punti (momento per me si sofferenza interminabile!), mi ha sostenuta durante le spinte nella fase espulsiva, mi dava la forza per affrontare un’altra contrazione e un’altra spinta dicendomi che iniziava a vedere la testa del bambino,  si è assicurato che i nostri bambini stessero bene e mi ha coccolata durante le due ore del post parto che vengono trascorse in sala parto prima di essere trasferite in stanza.

Un bravo papà deve imparare a tollerare gli sbalzi di umore che attraversano le mamme durante la gravidanza e il post parto: state tranquilli, è solo una questione di ormoni, che con il tempo torneranno alla normalità!

Amate la vostra compagna anche se il suo corpo, durante la gravidanza e soprattutto nel post parto, non sarà più così attraente come un tempo: dopotutto sta affrontando tutto questo per dare alla luce vostro figlio! Uno dei cambiamenti positivi che subisce il corpo in gravidanza, almeno per quanto mi riguarda, è stato l’aumento di taglia del seno e ovviamente la cosa è stata apprezzata anche da mio marito!

I corsi preparto incoraggiano la partecipazione dei futuri padri che, tuttavia, non devono vivere come un obbligo la frequenza agli incontri: in questo modo saranno preparati su cosa li aspetta durante il travaglio e il parto.

Cercate di condividere il più possibile ogni momento della gravidanza (anche semplicemente andando insieme alle visite di controllo) e della cura del vostro bambino: il tempo passa in fretta e potreste vivere con rimpianto il fatto di non averlo vissuto appieno con la vostra compagna. Io, ad esempio, ho voluto che mio marito fosse partecipe in tutto anche durante le due successive gravidanze: è venuto con me a tutte le visite ed ecografie, portando con noi anche gli altri due bambini in modo che potessero conoscere fin da subito il nuovo fratellino o la nuova sorellina che cresceva nella pancia della mamma; anche se con tempistiche differenti ha coccolato il bambino nella mia pancia; ha assistito e contribuito alla nascita dei bambini; mi ha aiutata e mi aiuta tuttora nella gestione dei bambini; cerchiamo di passare il maggior tempo possibile tutti insieme, sia nel gioco, sia nelle semplici commissioni cui possono partecipare anche i bambini. Credo che ai bambini non interessino i giochi o i vestiti costosi, ma il tempo che noi trascorriamo insieme con loro: i giochi e i vestiti passano d’interesse o si rompono, il tempo trascorso insieme invece resta impresso nella nostra e nella loro memoria, dolci ricordi da portare sempre con noi.

 

Finito….Grazie di aver letto i miei appunti, FEDERICA!

 

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